Autore: Andrea Chianese • 13/01/2026 11:02
Se state già sfogliando il calendario alla ricerca di nuovi eventi per questo 2026 tra cui scappare uno di questi week-end, c’è una data precisa da cerchiare in rosso: venerdì 16 gennaio 2026. In questo giorno si terrà una delle festività più attese dagli abruzzesi: la location è Fara Filiorum Petri, un piccolo borgo ai piedi della Maiella, in Abruzzo, ed è pronta ad infiammarsi e a regalare a tutti una giornata indimenticabile. L’evento in questione è la Festa delle Farchie, un momento in cui Fara Filiorum Petri diventa un vero e proprio teatro di fiamme, con un falò di Sant’Antonio di enormi dimensioni che trasforma un rito ancestrale in una grande festa di devozione e divertimento. Essendo venerdì, è la scusa perfetta per godersi un fine settimana lungo e intenso, tra tradizioni e divertimento assicurato. Ma tutto nasce da un’antica leggenda.
La festa ha un’origine lontana, secolare, che risale al 1799. La leggenda narra che le truppe francesi del generale MacDonald stessero per invadere Fara Filiorum Petri. Gli abitanti, terrorizzati, furono costretti a invocare un’entità che per loro è più di un semplice santo: è un protettore, una figura che salvaguarda il borgo. Stiamo parlando Sant’Antonio Abate, che apparve sotto le spoglie di generale e trasformò il bosco di querce che circondava il paese in un muro di fiamme invalicabile. I francesi, alla vista di quel gigante di fuoco, fuggirono a gambe levate. E così, quel giorno, nacque una tradizione per ricordarne il mito: vengono così costruite le Farchie.

Le Farchie sono dei cilindri di canne selvatiche, perfettamente legati con rami di salice rosso, alti fino a 10 metri e larghi uno. Queste strutture non sono cataste buttate a caso, ma vere opere di ingegneria contadina. Le 15 contrade del paese lavorano per settimane alla loro preparazione. Il momento clou inizia però nel primo pomeriggio del 16 gennaio, quando le Farchie vengono trasportate in spalla o sui trattori dai “farchiaioli” fino alla piazza davanti alla chiesa di Sant’Antonio Abate. La “raganella” scandisce il ritmo dei canti popolari. È già festa.
È al tramonto che inizia lo spettacolo. Quando il “capofarchia” lo comanda, partono i mortaretti e le Farchie vengono incendiate. In pochi minuti, la piazza si illumina e il calore invade il paese. La notte diventa festa: tra vino di Montepulciano e fuoco divino, si canta l’inno al Santo in un rito che unisce sacro e profano. Per quest’anno, l’arrivo in processione è previsto nel primo pomeriggio, mentre alle 17 è prevista l’accensione. L’evento sarà anche trasmesso in diretta streaming sul sito del Comune di Fara Filiorum Petri. La mattina dopo, presso la chiesa di Sant’Antonio si svolge la funzione religiosa con la benedizione del pane, del fuoco e degli animali.

In vista del week-end lungo, avrete davanti a voi tanto tempo per visitare Fara e l’ambiente circostante. Il borgo offre sorprese che non ti aspetti: esiste infatti una Fara Filiorum Petri diversa, antica, non visibile agli occhi. Parliamo della Fara Sotterranea. Sotto il centro storico corre una via di cunicoli medievali, usati anticamente come vie di fuga dai civili e dai soldati. Entrare in questi anfratti nascosti (oggi illuminati e messi in sicurezza) è come vivere un’avventura all’Indiana Jones, nel cuore e nella pancia di questo meraviglioso borgo.

Tornati in superficie, dopo la messa nella chiesa di Sant’Antonio, consigliamo un salto anche alla Chiesa del Santissimo Salvatore, famosa per il suo portale scolpito in pietra, ultimo baluardo delle antiche mura difensive. La Chiesa della Madonna del Ponte merita una sosta per ammirare l’affresco quattrocentesco al suo interno.
La posizione di Fara è perfetta poi per gite fuori porta. In 20 minuti di auto potrete raggiungere Guardiagrele, definita da D’Annunzio come “la città di pietra” e considerata tra i borghi più belli d’Italia. Lì potrete godervi le “sise delle monache”, un dolce locale soffice e cremoso.
Il Parco Nazionale della Maiella è invece dietro l’angolo, un vero angolo di paradiso nel quale smaltire le calorie della festa. All’interno del Parco troverete Fara San Martino, la capitale della pasta, ma anche le Gole di San Martino, dove le pareti si stringono fino a toccarti.

Abruzzo è sinonimo di buon cibo e qui la regina è la cipolla bianca piatta di Fara Filiorum Petri. Dolce, aromatic e dalla forma schiacciata, è l’ingrediente principale della cipollata, stufato tipico del luogo. Ad accompagnare ci sta ene un buon Montepulciano d’Abruzzo, che scalda l’anima quanto il fuoco le farchie.
La Festa delle Farchie non è un evento da guardare su Instagram. È calore, rumore e comunità. È un modo per iniziare il 2026 sentendosi parte di qualcosa di antico e vivo. Ci vediamo lì, davanti al fuoco!
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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