Autore: Irene Pariota • 11/01/2026 09:54
Firenze torna a essere il centro nevralgico della moda maschile internazionale. Dal 13 al 16 gennaio 2026 va in scena Pitti Immagine Uomo 109, l’edizione che apre ufficialmente il capitolo Autunno/Inverno 2026-2027 e che, come da tradizione, non si limita a mostrare collezioni ma fotografa lo stato reale del menswear globale. Alla Fortezza da Basso arrivano circa 750 brand, quasi la metà dei quali internazionali, per quattro giornate dense di business, visione e confronto.
Pitti Uomo resta la piattaforma più credibile del settore perché intercetta il cambiamento prima che diventi tendenza conclamata. Qui si osservano i movimenti dei mercati emergenti, si misurano i nuovi desideri dei consumatori e si ridisegnano i confini tra formale e casual, tra heritage e sperimentazione.

Numeri solidi, community globale
Il dato è chiaro: circa il 47% degli espositori proviene dall’estero. Un segnale forte in una fase storica complessa per il sistema moda, che conferma la capacità attrattiva di Pitti nei confronti di buyer di alto profilo, concept store internazionali e stampa specializzata. Firenze non è solo una vetrina, ma un osservatorio strategico dove l’offerta incontra una domanda sempre più selettiva.
Come sottolinea Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, il salone nasce dall’ascolto costante: dei designer, dei negozi, dei department store, delle diverse sensibilità culturali e commerciali. È da questa osservazione capillare che prendono forma opportunità concrete, soprattutto in un momento di trasformazione profonda del menswear.
“Motion”: il tema che racconta il presente
Il filo conduttore dei saloni di gennaio 2026 è “Motion”. Non uno slogan, ma un concetto trasversale che parla di movimento, cambiamento, progressione. Per Pitti Immagine il movimento è energia che si concentra e si diffonde: tutto evolve, tutto si sposta, tutto si trasforma.
Il tema attraversa le collezioni, gli allestimenti, il programma eventi e anche l’identità visiva della manifestazione. La campagna, firmata da Chris Vidal e Tuomas Laitinen di SSAW, traduce il concetto in immagini in bianco e nero che catturano la moda in un frammento di azione, come un fermo immagine cinematografico. Il messaggio è netto: il menswear non è statico, ma in continuo divenire.
La Fortezza da Basso come spazio narrativo
Gli spazi della Fortezza diventano parte del racconto. Installazioni e progetti speciali ridisegnano l’esperienza di visita, trasformando il salone in un vero e proprio ecosistema creativo.
Tra gli interventi più attesi, Ancient/New Site di Marc Leschelier, un’architettura site-specific che rompe le regole tradizionali e dialoga con la monumentalità del luogo. Le sezioni Futuro Maschile e Piano Attico vengono ripensate dallo studio DWA – Design Studio, con allestimenti che enfatizzano ricerca e innovazione. Debutta inoltre HiBeauty, sezione dedicata alla profumeria di ricerca, con dieci brand indipendenti europei e asiatici che contaminano moda e lifestyle.

Cinque sezioni per leggere il menswear di oggi
Pitti Uomo 109 si articola come un grande department store della moda maschile, suddiviso in cinque sezioni che rispondono alle diverse esigenze del mercato.
Fantastic Classic resta il cuore del tailoring, dove il Made in Italy dialoga con nuove interpretazioni del formale. Futuro Maschile esplora il contemporary menswear tra tessuti innovativi, collaborazioni internazionali e visioni ibride. Dynamic Attitude mette al centro sport e streetwear, con collezioni pensate per una vita attiva. Superstyling guarda avanti, con silhouette sperimentali, approcci genderless e nuovi codici estetici. I Go Out unisce outdoor e lifestyle, proponendo capi funzionali e versatili.
Guest designer e sfilate evento
Il programma eventi è uno dei punti di forza dell’edizione. Tre guest designer accendono i riflettori su linguaggi diversi ma complementari.
Hed Mayner porta a Firenze la sua estetica concettuale e architettonica, con una sfilata in calendario mercoledì 14 gennaio, che riflette sul rapporto tra struttura e fluidità. Nella stessa giornata, Shinyakozuka firma lo Special Event in collaborazione con la Japan Fashion Week Organization: una performance sartoriale che lavora su forma, proporzione e intervento manuale diretto sui capi. A chiudere il calendario, giovedì 15 gennaio, è Soshi Otsuki, vincitore del LVMH Prize 2025, con una sfilata-evento che fonde il rigore giapponese con suggestioni del Made in Italy.

Firenze, ancora una volta capitale del menswear
Pitti Uomo 109 conferma Firenze come baricentro internazionale della moda maschile. Quattro giorni in cui il menswear non viene solo mostrato, ma analizzato, discusso e proiettato in avanti. Qui si capisce non solo cosa indosseremo nell’Autunno/Inverno 2026-27, ma soprattutto in che direzione si sta muovendo l’intero sistema. E il movimento, questa volta, è più chiaro che mai.
foto di copertina credits - Pitti Immagine
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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