Autore: Giansalvo Pio Fortunato • 16/01/2026 10:47
L'Abruzzo, regione dai panorami mozzafiato e dall'anima selvaggia, custodisce alcuni dei percorsi montani più autentici e suggestivi d'Italia. Tra i quattro parchi nazionali che ne disegnano il territorio – tra cui il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il più antico dell'Appennino – si snodano sentieri che raccontano storie di natura, tradizioni e una biodiversità unica. In questa regione dove il mare s'incontra con le vette, proponiamo tre itinerari distinti per difficoltà e caratteristiche, ma accomunati dalla capacità di regalare esperienze indimenticabili.
Dislivello: 1.700 m | Lunghezza: 13 km | Difficoltà: E (Escursionisti Esperti) | Durata: 7-8 ore
Il Monte Amaro (2.793 m) è la seconda vetta degli Appennini dopo il Gran Sasso e domina il Parco Nazionale della Majella, montagna sacra agli abruzzesi. L'anello che ne percorre le pendici rappresenta forse l'itinerario più emblematico della regione, un viaggio attraverso ecosistemi stratificati e paesaggi che mutano ad ogni passo.
Partenza e percorso: Si inizia dal Blockhaus (m. 2140), storico osservatorio militare raggiungibile da Passolanciano. Da qui, il sentiero si dirige verso la Sella dei Due Cavalli, attraversando prima faggete monumentali, poi distese di pino mugo contorto dal vento. Superata la sella, ci si affaccia sul Vallone di Femmina Morta, un altopiano carsico dal nome suggestivo che ospita, in primavera, fioriture di genziane e rare specie botaniche endemiche.
La salita vera e propria inizia verso la Cima delle Murelle, con un tracciato che si fa più ripido e richiede attenzione. Dalla vetta dell'Amaro, il panorama è sconfinato: a nord-est il Gran Sasso, a sud la Costa dei Trabocchi sul Adriatico, a ovest la Valle Peligna e i Monti Marsicani. Sulla vetta, il rifugio C. Jacomini (sempre aperto) offre riparo.
La discesa avviene per il versante opposto, passando per il Ghiacciaio del Calderone (il più meridionale d'Europa, oggi ridotto a glacionevato) e costeggiando le imponenti pareti nord del massiccio. Il percorso ad anello permette di apprezzare la diversità geomorfologica della Majella: dal paesaggio lunare degli altipiani sommitali alle verdi vallate laterali.
Peculiarità: Questo itinerario è un percorso nella storia naturale: si cammina su un antico fondale marino emerso, tra fossili visibili e grotte che furono eremi di Pietro da Morrone (Papa Celestino V). In primavera, è uno spettacolo botanico unico, con oltre 2.000 specie di piante, tra cui la stella alpina dell'Appennino (Leontopodium nivale) e l'Adonide distorta.
Consigli: Essenziale partire all'alba, portare abbondante acqua (non ci sono sorgenti in alto) e vestirsi a strati: le condizioni in vetta possono cambiare bruscamente. Periodo consigliato: da giugno a settembre.

Dislivello: 800 m | Lunghezza: 10 km (andata e ritorno) | Difficoltà: E (Escursionisti) | Durata: 5 ore
Per chi desidera immergersi nella natura più autentica con la possibilità di incontrare la fauna simbolo dell'Appennino, la Valle Cannella, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, è un'esperienza impareggiabile. Questo itinerario non è un anello, ma una penetrazione lenta e rispettosa in uno degli ecosistemi meglio conservati d'Europa.
Partenza e percorso: Si parte dal paese di Civitella Alfedena, borgo medievale noto per il Museo del Lupo. Dal centro del paese si scende verso il lago di Barrea, costeggiandone le sponde per un breve tratto, prima di imboccare l'ampia e selvaggia Valle Cannella. Il sentiero risale dolcemente il corso del torrente, attraversando faggete secolari dove è frequente scorgere, con pazienza e fortuna, cervi, caprioli e, nelle zone più remote, forse il raro camoscio d'Abruzzo.
A metà percorso si incontra la Camosciara, riserva integrale del parco e teatro di una straordinaria parete rocciosa modellata dai ghiacciai. Qui la valle si stringe e il sentiero si fa più impegnativo, ma lo sforzo è ripagato dalla bellezza del luogo, habitat ideale per il camoscio. Il punto di arrivo tradizionale è la Fonte della Defensa, una sorgente freschissima ai piedi delle pareti.
Peculiarità: Questo è il regno della fauna appenninica. Oltre ai già citati ungulati, è possibile avvistare l'orso bruno marsicano (simbiosi di prudenza e rispetto), l'aquila reale e, al crepuscolo, ascoltare l'ululato del lupo appenninico. Il percorso è anche una lezione di conservazione: si attraversano aree a diverso grado di tutela, testimoniando il successo della protezione ambientale avviata un secolo fa.
Consigli: Binocolo e macchina fotografica sono essenziali. Rispettare assolutamente le indicazioni del parco, non uscire dai sentieri segnati e non avvicinarsi agli animali. I periodi migliori sono la tarda primavera per i parti dei cervi e l'autunno per il bramito dei maschi. Prenotare una guida del parco può arricchire enormemente l'esperienza.

Dislivello: 550 m | Lunghezza: 9 km (andata e ritorno) | Difficoltà: T (Turistico) / E (facile) | Durata: 4 ore
Per chi cerca un itinerario di grande impatto paesaggistico senza eccessive difficoltà tecniche, il Sentiero del Celestino sul versante teramano del Gran Sasso è perfetto. Questo percorso collega due gioielli: l'eremo di Santa Colomba (m. 1650) e il Lago di Pietranzoni (m. 1850), regalando viste continue sulla catena dei Monti della Laga e sulla sottostante Valle del Vomano.
Partenza e percorso: Si parte dal Piano Vomano, raggiungibile in auto da Castelli o da Isola del Gran Sasso. Il sentiero n. 4 (segnavia rosso-bianco-rosso) si inoltra subito in una splendida faggeta, con alberi secolari dalla corteccia argentata. La salita è graduale e ben tracciata. Dopo circa un'ora e mezza si raggiunge il Lago di Pietranzoni (detto anche Lago di Santa Colomba), uno specchio d'acqua di origine glaciale incastonato tra i faggi, luogo di sosta ideale.
Proseguendo oltre il lago per circa 30 minuti si arriva ai resti dell'Eremo di Santa Colomba, luogo di meditazione del futuro Papa Celestino V, il "papa del gran rifiuto" dantesco. La posizione è spettacolare: un balcone naturale a picco sulla valle. Il ritorno avviene per la stessa via, ma la prospettiva opposta regala nuove emozioni, soprattutto nel tardo pomeriggio quando la luce è radente.
Peculiarità: Questo itinerario unisce natura, storia e spiritualità. È un percorso adatto a famiglie con bambini allenati e offre un assaggio dell'ambiente del Gran Sasso senza affrontare le sue vette più impegnative. In autunno, la faggeta si trasforma in un caleidoscopio di colori dal giallo al rosso fuoco, uno spettacolo indimenticabile. Il lago, spesso popolato da anatre selvatiche, è un luogo sereno per una sosta prolungata.
Consigli: Pur essendo un percorso relativamente facile, sono sempre necessarie scarpe da trekking. Portare un pranzo al sacco da consumare in riva al lago. Da non perdere, al ritorno, una sosta a Castelli, patria della ceramica abruzzese, per visitare le sue botteghe storiche.

Qualunque itinerario si scelga, alcune premesse sono fondamentali. La montagna abruzzese è autentica e spesso remota: i rifugi non sono sempre aperti, i segnavia possono essere radi in alcune zone, e il meteo cambia rapidamente. È quindi essenziale: studiare il percorso, consultare i bollettini del Club Alpino Italiano (CAI) e del Soccorso Alpino, comunicare il proprio itinerario a qualcuno, portare sempre acqua, cibo, abbigliamento a strati e antipioggia, e una cartografia dettagliata.
Ma soprattutto, camminare in Abruzzo richiede un atteggiamento di profondo rispetto. Si attraversano ecosistemi fragili, aree protette e spesso si condividono i sentieri con la fauna selvatica. Lasciare solo impronte, prendere solo fotografie, mantenere il silenzio per ascoltare il vero suono della montagna: il vento tra i faggi, il fischio della marmotta, lo scroscio dell'acqua di sorgente.
Questi tre itinerari rappresentano solo un assaggio delle infinite possibilità che l'Abruzzo montano offre. Racchiudono l'essenza di una regione che ha fatto della sua natura aspra e splendida una ragione di vita e di identità. Percorrerli significa non solo fare escursionismo, ma compiere un viaggio nell'anima più autentica dell'Appennino, dove ogni sentiero racconta una storia millenaria di pietra, cielo e libertà.
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)