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Carnevale di Cento 2026: tradizione che guarda al futuro

Autore: Giansalvo Pio Fortunato07/02/2026 11:07

Il Carnevale di Cento non è semplicemente una festa. È un fenomeno culturale, un cantiere creativo a cielo aperto, un trattato di satira sociale in movimento, e, dal 1993, un “gemellato” ufficiale del colossale Carnevale di Rio de Janeiro. Nell’edizione del 2026, questo binomio unico – radice folkloristica emiliana e samba brasiliana – raggiungerà nuove vette, plasmando una celebrazione che guarda contemporaneamente al passato e al futuro, tra tradizione consolidata e innovazione spettacolare.

Per comprendere la magia del Carnevale centese, bisogna partire dal suo cuore più antico: la maschera locale, il Tasi. Nato nel ‘700 come personaggio popolare, rozzo e sanguigno, Tasi rappresenta lo spirito irriverente e gioioso della comunità. È il filo conduttore che lega le sfilate moderne ai “veglioni” dei secoli scorsi, tenuti nelle campagne e animati dalle maschere in gesso, ancora oggi oggetti di culto e collezione. Il 2026 celebrerà questa eredità con mostre dedicate, laboratori per bambini sulla lavorazione tradizionale del gesso e una “sfilata delle maschere storiche”, un momento di commovente bellezza che ricorda le origini popolari e agresti della festa.

Ma è a partire dal secondo dopoguerra che la kermesse prende la forma odierna: i primi carri allegorici in cartapesta, costruiti con maestria artigianale nei capannoni delle Associazioni Carristiche, iniziano a sfilare per le vie della città. Questi carri non sono solo gigantesche sculture mobili; sono satire, critiche, vignette tridimensionali che dissacrano il potere, la politica, i costumi e i personaggi della cronaca nazionale e internazionale. Il loro messaggio, diretto e spesso spiazzante, è il sale del Carnevale di Cento.

 

Il Gemellaggio storico: il Samba di Rio in Emilia

La svolta epocale arriva nel 1993 con il gemellaggio ufficiale con il Carnevale di Rio de Janeiro. Un accordo non solo simbolico, ma di scambio vitale: le migliori scuole di samba di Rio portano a Cento l’esplosione di piume, paillettes, ritmo e corpi danzanti; i maestri carristi centesi volano a Rio per insegnare le tecniche della cartapesta. Questo scambio ha elevato il Carnevale di Cento a rango internazionale. Nel 2026, ci si aspetta la presenza di una delle scuole più blasonate, come la Mangueira o la Vila Isabel, che trasformerà Corso Guercino in un’esplosione di colori e ritmo contagioso. Il tema della sfilata brasiliana spesso dialoga con quello italiano, creando un affascinante contrappunto tra culture.

 

 

I Pilastri del 2026: Sfilata, Gettone e Lancio della Maschera

L’evento clou rimane la Grande Sfilata dei Carri Allegorici, che si snoda per due domeniche consecutive (presumibilmente fine febbraio/inizio marzo 2026). Su carri alti fino a 20 metri, animati da movimenti complessi (gli “movimenti”) e popolati da centinaia di figuranti, prenderanno vita i temi dell’anno. Cosa vedremo nel 2026? La satira politica sarà probabilmente dominata dalle figure emerse dalle elezioni europee e nazionali del 2024-25. I temi caldi dell’attualità – dall’intelligenza artificiale alla transizione ecologica, dalle nuove frontiere dello spazio alle questioni sociali – verranno affrontati con la tipica ironia pungente ma mai cattiva della cartapesta centese. Ogni carro è un’opera d’arte collettiva, frutto di mesi di lavoro di volontari, artisti, fabbri e tecnologi.

Momento unico e partecipativo è il Gettone. I figuranti sui carri e sulle tribune lanciano sulla folla migliaia di gettoni numerati, che possono essere vinti in palii. Ma il lancio più celebre è quello de “La Maschera d’Oro”, il premio per il miglior carro. Una giuria di esperti assegna il trofeo, ma l’atmosfera che si crea al momento dell’annuncio, con la folla in visibilio, è indimenticabile.

 

 

 

Innovazione e Sostenibilità: il Carnevale del futuro

L’edizione 2026 si preannuncia come un laboratorio di innovazione. La tecnologia è ormai parte integrante della spettacolarità: effetti pirotecnici sincronizzati, videomapping che avvolge i carri, illuminazione a LED di nuova generazione e forse anche ologrammi o interazioni via app con il pubblico. La sfida è integrare questi elementi senza snaturare l’artigianalità della cartapesta.

Altro tema cruciale è la sostenibilità. Le Associazioni Carristiche sono già al lavoro per ridurre l’impatto ambientale: utilizzo di colle e vernici atossiche e biodegradabili, impiego di materiali riciclati per le strutture, sistemi di illuminazione a basso consumo, e progetti per il riciclo post-sfilata della cartapesta. Nel 2026 potremmo assistere al primo “carro a impatto zero”, un messaggio potente in linea con i tempi.

 

Vivere il Carnevale: un’esperienza totale

Vivere il Carnevale di Cento va oltre la sfilata. È un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Nei giorni precedenti, la città si anima con eventi collaterali: cene in maschera, concerti, spettacoli di teatro di strada, degustazioni di prodotti tipici emiliani (come i tortellini e i crescentini). I ristoranti e le trattorie propongono menu a tema. Le piazze diventano palcoscenici per band e artisti. È una festa della comunità, che accoglie a braccia aperte i turisti, trasformandoli per qualche giorno in cittadini temporanei della “piccola Rio d’Italia”.

Il Carnevale di Cento 2026 si presenterà quindi come una sintesi perfetta della sua identità. Sarà la festa del Tasi, che dalle campagne porta ancora la sua risata sonora. Sarà la vetrina della maestria artigianale italiana, capace di trasformare strisce di giornale e gesso in giganti satirici. Sarà la notte brasiliana, dove il freddo emiliano si scioglie nel calore del samba. E sarà un’anticipazione del futuro, dove tradizione e innovazione, arte e tecnologia, si fondono per raccontare la nostra era.

Partecipare al Carnevale di Cento nel 2026 non significa solo assistere a una sfilata. Significa essere proiettati in un vortice di creatività, essere parte di una storia secolare, e, per un attimo, vedere il mondo – con tutte le sue contraddizioni e bellezze – sfilare davanti ai propri occhi, trasformato in un sogno collettivo di cartapesta, musica e colore. Un sogno che, una volta all’anno, diventa meravigliosamente reale.

 

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