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Tra le vette e le nuvole: il Dolomiti Balloonfestival, una danza di colori sulle Alpi Innevate

Autore: Michele Spinelli04/01/2026 14:51

Esiste un luogo dove il silenzio cristallino dell'inverno alpino viene squarciato, non da un frastuono, ma dal soffio delicato di una fiamma. Dove il grigio-azzurro del cielo mattutino d'inizio gennaio si popola lentamente di giganti silenziosi, palle di tessuto colorato che si gonfiano come respiri profondi della terra stessa. Questo luogo è la valle di Dobbiaco, in Alta Pusteria, e il momento è quello del Dolomiti Balloonfestival. Dal 6 all'11 gennaio 2026, questa conca delle Dolomiti Patrimonio UNESCO si trasforma nel palcoscenico di uno degli spettacoli aerostatici più singolari e suggestivi d'Europa. Qui, l'antico e romantico sogno umano del volo si fonde con la maestosa, immobile bellezza delle montagne, creando un contrasto di una poesia straordinaria: la leggerezza dell'aria calda contro la solida imponenza della roccia, il viaggio effimero della mongolfiera contro l'eternità dei picchi dolomitici.

Mentre gran parte del mondo dei raduni aerostatici sceglie le stagioni miti, questo festival abbraccia con coraggio il cuore dell'inverno. Lo fa perché l'aria fredda e densa di gennaio offre una portanza ideale, ma soprattutto perché lo scenario che ne risulta è indimenticabile. Le mongolfiere, con i loro colori saturi di rosso, giallo, blu e verde, solcano un cielo di un azzurro intenso sopra un mare di bianco immacolato. I loro riflessi danzano sulle distese nevose della valle, mentre i primi raggi del sole, bassi all'orizzonte, accendono di fuoco le pareti delle Tre Cime di Lavaredo. È un'esperienza che coinvolge tutti i sensi: il rombo caldo del bruciatore, il tepore del primo sole in quota, la vista mozzafiato che si apre a 360 gradi dalla cesta, e soprattutto, quel silenzio sovrumano che regna non appena la fiamma si spegne, rotto solo dal vento che sussurra tra le gomene. Il Dolomiti Balloonfestival non è solo un evento; è un'atmosfera, un'emozione collettiva, un rito di passaggio tra l'anno vecchio e il nuovo, celebrato sollevandosi letteralmente da terra per osservare il mondo da una prospettiva di pura meraviglia.

L'essenza del festival: uno spettacolo invernale unico nel suo genere

A differenza dei molti raduni aerostatici sparsi per il mondo, che prediligono le stagioni miti, il Dolomiti Balloonfestival abbraccia il cuore dell’inverno alpino. Questa scelta non è casuale, ma diventa l’elemento distintivo della manifestazione. L’aria fredda e densa dei mesi invernali offre una portanza ideale, mentre il sole basso del mattino proietta ombre lunghe e dorate sulle distese nevose, creando un contrasto visivo mozzafiato tra i colori accesi degli involucri, l’azzurro del cielo e il bianco accecante del paesaggio. Il festival, organizzato dall'ASV Dolomiti Balloonfestival con sede a Dobbiaco, è diventato un appuntamento irrinunciabile non solo per gli appassionati di aerostatica ma per chiunque cerchi bellezza e meraviglia.

Il programma della "Balloonweek" è strutturato attorno a un rituale mattutino. Ogni giorno, condizioni meteo permettendo, le operazioni di gonfiaggio iniziano intorno alle 10:00 presso il campo di partenza sotto la scuola media di Dobbiaco. È uno spettacolo nello spettacolo: il rombo dei ventilatori che iniziano a dare forma ai palloni, le fiamme che scoppiano improvvisamente per riscaldare l’aria all’interno, e lentamente, i giganti di stoffa si ergono sulla cesta, pronti a lasciare la terra ferma. Per chi osserva da terra, è un momento di pura attesa e stupore. Per chi, invece, ha prenotato un posto nella cesta, è l’inizio di un’avventura indimenticabile.

Un legame con la storia: dai fratelli Montgolfier alle Dolomiti

Volare a Dobbiaco non è solo un’esperienza turistica, ma un tuffo in una tradizione che affonda le sue radici nel Settecento. L’evento rende omaggio alla storia stessa del volo, che ebbe inizio con i fratelli Joseph e Jacques Montgolfier. La loro intuizione, nata osservando la cenere del camino sollevarsi per il calore, portò al primo volo di un aerostato con equipaggio vivente il 19 settembre 1783: i pionieri furono una pecora, un gallo e un’anatra. Poco dopo, il 21 novembre dello stesso anno, l’umanità mosse i suoi primi passi nei cieli di Parigi con il volo storico di Pilâtre de Rozier e del Marchese d’Arlandes.

Il gesto di quegli aviatori, che offrirono champagne ai contadini spaventati nel cui campo erano atterrati, è all’origine della tradizione del brindisi post-volo, un rituale che spesso viene mantenuto vivo ancora oggi. Partecipare al Dolomiti Balloonfestival significa, in un certo senso, entrare in questa lunga storia. Significa sperimentare la stessa sensazione di stupore e libertà provata dai pionieri, ma con la sicurezza e la tecnologia moderna, e con uno sfondo panoramico che nemmeno i più audaci sognatori del passato avrebbero potuto immaginare.

L'esperienza del volo: silenzio, maestosità e prospettiva

Prenotare un volo durante il festival è accedere a una dimensione quasi onirica. L’esperienza, della durata di circa mezza giornata inclusa preparazione e smontaggio, culmina con circa un’ora di volo effettivo. La cesta, che accoglie da due a cinque persone compreso il pilota, si stacca dolcemente da terra. Quello che colpisce immediatamente è il silenzio, interrotto solo dagli sporadici soffi del bruciatore che mantiene l’aria calda. Questo silenzio permette di assaporare appieno la grandiosità del panorama.

Da quell’angolo visuale privilegiato, le Dolomiti si svelano in tutta la loro drammaticità geologica. Le Tre Cime di Lavaredo, il Monte Piana, le creste del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies si dispiegano a 360 gradi. Si vola seguendo le correnti, in una danza lenta e imprevedibile, sorvolando boschi innevati, piccoli masi fumanti e i laghi ghiacciati della valle. Il prezzo per questa esperienza è di 290 euro a persona per il volo di un’ora, con la possibilità di prolungare l’avventura al costo di 99 euro per ogni ora aggiuntiva. È un investimento per un ricordo che, come testimoniano i partecipanti, rimane indelebile.

Oltre il volo: il festival per tutti

La magia del Balloonfestival non è riservata solo a chi sale in cesta. Gli organizzatori hanno creato un ricco programma collaterale che intrattiene famiglie, fotografi e semplici spettatori, tutti coloro che preferiscono, come si dice, "tenere i piedi per terra".

Uno dei momenti più attesi è il Nightglow dei modellini. La sera del 6 gennaio, nel centro di Dobbiaco, e quella del 9 gennaio alla Nordic Arena, decine di mongolfiere radiocomandate si illuminano a ritmo di musica, creando uno spettacolo coreografico di luci e colori che riscalda la notte invernale. È un evento di grande suggestione, ad ingresso libero, che si mescola spesso alla vivace atmosfera del Mercatino di Natale sotto le Tre Cime.

Particolare cura è dedicata ai più piccoli. Nelle mattine del 6 e dell’11 gennaio, viene allestito un servizio di voli vincolati per bambini presso il campo di partenza. I bambini possono così provare l’emozione di sollevarsi da terra in massima sicurezza, osservando il mondo dall’alto per qualche minuto, con gli occhi pieni di meraviglia. Inoltre, ogni giorno dall’inizio del festival, è possibile ammirare le esibizioni dei modellini di mongolfiera, piccole opere d’arte aerostatiche che dimostrano abilità e creatività.

I vascielli del cielo: un Invito a sollevare lo sguardo

Partecipare al Dolomiti Balloonfestival significa accettare un invito speciale: quello a rallentare, a sollevare lo sguardo e, infine, a sollevarsi da terra. In un'epoca di ritmi frenetici e di connessioni digitali pervasive, questo festival offre l'opportunità diametralmente opposta: un'esperienza di lentezza, di connessione autentica con gli elementi, di stupore primordiale. Non è semplicemente vedere delle mongolfiere; è assistere al dialogo silenzioso tra il genio umano e la grandiosità della natura.

Immaginatevi lì, nella fredda mattina alpina. Il respiro forma nuvolette nell'aria, ma il cuore batte caldo per l'attesa. Poi, quella prima fiamma che illumina l'interno di un involucro che prende vita, come un fiore che sboccia a tempo velocissimo. E infine, il distacco, quella sensazione di leggerezza incredibile mentre la terra si allontana dolcemente e le montagne, invece di svettare sopra di voi, vi accolgono al loro fianco. Si vola nel regno degli uccelli e dei sogni, sospesi tra la geologia millenaria e l'istante effimero.

Il Dolomiti Balloonfestival non regala semplicemente un ricordo fotografico. Dona una prospettiva nuova – letteralmente e metaforicamente. Quando scenderete, dopo il brindisi tradizionale con il pilota, porterete con voi non solo le immagini di quelle cime maestose viste dall'alto, ma anche la sensazione di quiete e di vastità. Porterete la consapevolezza che, a volte, per ritrovare la meraviglia, basta alzare gli occhi al cielo, o avere il coraggio di spingere dolcemente il proprio cuore a salirvi.

Credit photos: italia.it, balloonfestival.it

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