Autore: Luigi Graziano Di Matteo • 03/05/2026 09:06
La seta è un tessuto che richiama alla mente un concetto di bellezza, qualità ed eleganza millenaria: una tradizione artigianale che rappresenta un'eccellenza del Made in Italy nel mondo tessile.
Difatti, la seta è da sempre protagonista nel mondo dell'alta moda, degli accessori di lusso, dell'interior design. Le sue radici affiorano nell'epoca medievale: in Italia si iniziò a lavorare la seta già intorno all'anno 1000, soprattutto nelle regioni meridionali.
Eppure, oggi, uno dei principali poli produttivi della seta al mondo si trova a Como, "città della seta" per antonomasia in Italia. Ma come mai?
La diffusione progressiva della seta iniziò intorno al XV secolo quando Ludovico Sforza, intuendo il potenziale economico-strategico della seta, incentivò i contadini a coltivare i gelsi, le cui foglie sono essenziali per l'allevamento dei bachi da seta. L'obiettivo era rendere il ducato di Milano autonomo nella produzione di tessuti pregiati. E Como, grazie alla presenza di corsi d'acqua e ad un clima favorevole, risultò perfetta per lo sviluppo di questa nuova industria.
Così, nel corso dei secoli, la città di Como sviluppò un'importante know-how nella tessitura. Nell'Ottocento, infatti, divenne un polo serico riconosciuto a livello globale. Quest'ascesa fu favorita dall'industrializzazione, grazie alla quale Como conquistò la leadership europea nella produzione ed esportazione di seta.
La seta comasca si distingue non solo grazie alla sua importante storia, ma anche grazie alla sua qualità. Essa è morbida, lucente e resistente, adatta per la creazione di disegni e stampe originali.
A documentare la seta a 360 gradi è il Museo della Seta di Como, situato poco fuori dal centro cittadino. Esso racconta l'evoluzione di questo settore nella città di Como e il suo impatto economico e sociale, ed espone l'intero processo produttivo, dall'allevamento del baco da seta ai prodotti finiti: macchinari, laboratori, antichi telai, disegni, abiti.
Sarà il Vicepresidente del Museo Lorenzo Frigerio a raccontarci tutto questo nel dettaglio.

Vicepresidente, il Museo della Seta raccoglie l'eredità di intere generazioni di lavoratori, tintori e tessitori comaschi. Qual è la sfida più grande oggi nel raccontare una storia industriale così complessa e affascinante ai visitatori, specialmente a chi non conosce il territorio?
La sfida più grande è riuscire a restituire al visitatore la ricchezza di una storia industriale, artigianale e creativa che non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nel presente e a proiettarsi verso il futuro.
Il Museo della Seta ha il compito di rendere comprensibile e coinvolgente un patrimonio complesso.
In questo senso il Museo non è soltanto un luogo della memoria, ma un centro culturale vivo e dinamico: uno spazio in cui macchinari, immagini, archivi, incontri, conferenze ed esposizioni dialogano tra loro, mostrando come la seta sia ancora oggi una chiave privilegiata per comprendere la storia, la cultura e la vocazione produttiva del nostro territorio, riconosciuta a livello internazionale.

Passeggiando tra i macchinari storici, gli archivi e gli antichi campionari, i visitatori restano spesso a bocca aperta. C’è un macchinario, o un reperto in particolare, a cui lei è personalmente legato o che racchiude in sé l'essenza stessa della 'seta di Como'?
Scegliere un solo macchinario o un unico reperto non è semplice, perché uno degli aspetti più preziosi del Museo della Seta è proprio la possibilità di presentare al visitatore l’intera filiera tecnologica del tessile. È questo, a mio avviso, uno degli elementi che maggiormente ci distingue da altri musei dedicati al settore: qui non si osservano soltanto singoli beni, ma si comprende un processo completo, dalla materia prima al prodotto finito.
Detto questo, avendo trascorso gran parte della mia vita professionale nel mondo della stampa, sono naturalmente legato in modo particolare a questa tecnologia, perché vi riconosco una delle eccellenze della tradizione comasca: la capacità di trasformare una competenza tecnica in linguaggio estetico.
Allo stesso tempo, le sale dedicate alla tessitura, con i telai manuali e meccanici, esercitano sempre un fascino straordinario sui visitatori. Sono spazi in cui si percepisce con immediatezza la complessità del lavoro, la sapienza delle mani e l’evoluzione delle tecnologie.

Ancora oggi Como è il 'motore tessile' dietro le quinte delle più prestigiose griffe internazionali. In che modo il Museo dialoga con le grandi case di moda contemporanee? Viene visto solo come un archivio storico o anche come fonte di ispirazione per le nuove collezioni?
I nostri archivi conservano un patrimonio di grande valore, composti da documenti, disegni, campionari, abiti e materiali che testimoniano la ricchezza della tradizione tessile comasca e il suo rapporto con la moda. È una raccolta già oggi accessibile a stilisti, ricercatori, aziende e operatori del settore, che vi trovano non soltanto memoria storica, ma anche un repertorio vivo di forme, colori.
L’archivio è inoltre uno strumento fondamentale per l’attività scientifica e curatoriale del Museo: viene utilizzato per lo studio e la realizzazione di mostre temporanee, spesso in dialogo con brand e realtà note o emergenti. Una parte di esso è già stata digitalizzata, e auspichiamo che questo processo possa proseguire, rendendo il patrimonio sempre più accessibile e capace di ispirare nuove ricerche e nuove collezioni.

Il settore tessile globale sta affrontando una profonda transizione verso la sostenibilità. Come si concilia la millenaria tradizione serica, con i suoi processi di tintura e lavorazione, con questo nuovo paradigma 'verde'? È un tema che affrontate nel percorso museale?
La sostenibilità è oggi una sfida centrale per il settore tessile e riguarda anche la tradizione serica, dai processi di tintura alle diverse fasi di lavorazione.
Il Museo affronta questo tema anche con approfondimenti durante le visite guidate e lungo il percorso espositivo (ad es. progetto seta sostenibile realizzato con il contributo di Regione Lombardia). A ciò si affiancano attività di divulgazione e formazione rivolte a studenti, visitatori e operatori del settore: dalla nuova collana di libri tecnici, realizzata con il contributo di docenti e tecnici aziendali, agli incontri organizzati in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria e con il Centro Tessile Serico Sostenibile di Como.
Anche lo shop museale si orienta progressivamente verso una selezione di prodotti attenta a criteri di responsabilità e sostenibilità ambientale.

La lavorazione della seta richiede un 'saper fare' artigianale e tecnico altissimo, che rischia di perdersi se non tramandato. Che ruolo ha il Museo nell'avvicinare i giovani e gli studenti a questo mondo, per garantire che Como continui a essere la Città della Seta anche in futuro?
Il Museo, insieme alla Fondazione della Seta ETS, contribuisce alla trasmissione del sapere tecnico e artigianale legato alla tradizione tessile comasca, anche attraverso la collaborazione con l’Istituto Tecnico Paolo Carcano e la partecipazione ad attività didattiche rivolte agli studenti.
Organizza inoltre visite guidate tematiche, laboratori didattici e workshop, condotti da operatori specializzati, per scuole di ogni ordine e grado, dalla primaria all’università. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni alla cultura della seta e del tessile, stimolando curiosità e consapevolezza verso un patrimonio produttivo che continua a essere parte essenziale dell’identità di Como.

Con quest'intervista è stata messa in luce una tradizione tessile ancora viva e in fase di evoluzione, e che rappresenta un orgoglio italiano nel mondo. Perché certe tradizioni non muoiono mai: si reinventano, in chiave contemporanea, tramandando il fuoco della passione per la quale sono nate. E quella della seta ne è la prova.
Photo credits: courtesy ©Museo della Seta/Fondazione della Seta ETS
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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