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Riserva Naturale della Foce dell'Isonzo: l'ultimo tratto di un fiume che ha fatto la storia

Autore: Redazione 21/09/2025 16:06

L'Isonzo arriva al mare stanco ma carico di storie. Dopo aver attraversato Slovenia e Friuli, questo fiume che ha segnato pagine drammatiche della Prima Guerra Mondiale trova pace nelle paludi salmastre dell'Isola della Cona, creando un eden naturale dove la storia si mescola alla biodiversità più pura.

Camminare sui sentieri di questa riserva significa muoversi su un territorio bonificato negli anni Cinquanta che la natura ha riconquistato completamente. Quello che una volta erano campi coltivati oggi è un mosaico di ambienti dove si alternano specchi d'acqua, prati allagati, boschi ripariali e quelle distese di canne che ondeggiano al vento come mari verdi.

I cavalli Camargue sono gli abitanti più fotogenici del posto. Questi equini resistenti vivono allo stato semi-brado e si sono perfettamente adattati all'ambiente paludoso. Vederli galoppare liberi tra le pozze d'acqua con le criniere al vento è uno spettacolo che non ti aspetti a due passi dal confine sloveno. Non sono timidi: spesso si avvicinano curiosi ai visitatori, soprattutto se hai una mela in tasca.

La torre di osservazione alta venti metri regala panorami a 360 gradi su tutto l'ambiente paludoso. Da lassù si capisce quanto sia vasto questo mondo acquatico e quanti uccelli diversi lo popolano. Spatole dai becchi piatti, cavalieri d'Italia dalle zampe rosa, marzaiole che nuotano nervose tra le ninfee: ogni stagione porta specie diverse che si fermano qui durante i loro viaggi tra Africa ed Europa.

Il centro visite è costruito come una moderna arca di Noè e ospita acquari con la fauna ittica locale: storioni, carpe, tinche e quei gobioni piccolissimi che sono fondamentali nella catena alimentare della riserva. I percorsi didattici spiegano come funziona questo ecosistema complesso dove acqua dolce e salata si incontrano creando condizioni uniche.

La quiete qui è assoluta, rotta solo dal verso metallico delle rane che gracidano nascoste tra le canne e dal fischio del vento che piega le erbe palustri. È un posto dove il tempo sembra essersi fermato, perfetto per chi cerca pace ma non vuole rinunciare a scoprire cose nuove.

La riserva si trova a Staranzano, a pochi chilometri da Gorizia. L'accesso è gratuito e i sentieri sono adatti anche a famiglie con bambini piccoli. I periodi migliori sono primavera e autunno quando gli uccelli migratori trasformano ogni angolo in uno spettacolo naturale. Portate binocolo e macchina fotografica: tra cavalli selvaggi, uccelli rari e tramonti che incendiano le paludi, le occasioni per scatti memorabili non mancano mai.

Photo credits: Speedeye - licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

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