in-italy.it
in-italy.it

Tra stile e visione: Alessio Filippelli e la forza della visual resistance

Autore: Serena Trivelloni29/12/2025 12:31

Alessio Filippelli appartiene a quella ristretta categoria di figure che non si limitano a interpretare la moda, ma la usano come strumento di lettura del presente. Fashion consultant, PR strategist, manager creativo e modello internazionale, il suo percorso si muove con naturalezza tra immagine, potere culturale e costruzione simbolica.

Partito dall’Italia a soli diciassette anni con una visione già sorprendentemente lucida, ha attraversato Hollywood, il sistema editoriale globale e le grandi Fashion Week internazionali, diventando una presenza riconoscibile e autorevole. Il suo lavoro è stato premiato in contesti emblematici come Oxford e il Vaticano, mentre Forbes nel 2024 lo ha inserito tra le personalità dell’anno, confermando un impatto che va oltre il glamour.

Nel recente editoriale per GQ, Alessio ha dato forma a un’estetica essenziale e radicale, definita da lui stesso visual resistance: un linguaggio visivo che unisce eleganza e presa di posizione, immagine e responsabilità. Un percorso che racconta come, oggi, lo stile possa ancora essere un atto consapevole.

Qui la nostra chiacchierata con il nuovo ambasciatore del talento e della creatività italiana nel mondo, tra moda, coraggio, arte e visione culturale globale.

Sei partito dall’Italia a 17 anni con una direzione precisa, ma senza una rete di protezione. Qual è stato il momento in cui hai capito che la tua carriera non sarebbe stata solo un percorso personale, ma una forma di influenza culturale?

In realtà, non è stata una cosa che ho appreso razionalmente, né era quello il mio obiettivo iniziale. Il mio unico vero scopo era fare la differenza dall’interno: volevo creare - e in seguito rappresentare - ciò che avrei voluto vedere io stesso mentre crescevo. Mi mancava un’immagine in cui specchiarmi che fosse complessa e senza compromessi. Il fine ultimo non è mai stato essere seguito, ma semplicemente cominciare, innescare un movimento. L'influenza culturale è stata una conseguenza organica, non il punto di partenza.

Nel tuo editoriale per GQ introduci il concetto di visual resistance. In un sistema che tende a neutralizzare tutto ciò che è potente trasformandolo in trend, come si preserva la forza politica dell’immagine?

La forza politica dell’immagine si preserva rifiutando la comodità. 
La forza politica dell’immagine si preserva rifiutando l’urgenza di piacere. Un’immagine smette di essere sovversiva quando chiede approvazione, quando si rende digeribile. 
Oggi il sistema è abilissimo nel "reimballare" la ribellione per renderla vendibile, trasformandola in trend stagionale. La visual resistance significa abitare l’immagine in modo che non sia solo estetica, ma un presidio di identità. Si preserva restando fedeli a un’intenzione che non può essere acquistata: quando l’immagine non è solo un "vestito", ma un atto di esistenza che sfida le norme, allora resta politica e non diventa mai solo decorazione. Non si tratta di essere incomprensibili, ma di non concedere tutto subito. Di lasciare attrito.

@Credits by Timofey Abel 

Ti viene spesso attribuito il ruolo di “attivista della moda”. Cosa significa oggi fare attivismo attraverso lo stile, la presenza pubblica e le scelte estetiche, senza cadere nella retorica o nell’autocompiacimento?

Fare attivismo attraverso lo stile significa trasformare la propria presenza pubblica in un manifesto vivente, senza il bisogno di gridare. Si evita la retorica quando l'estetica è supportata dai fatti e dalla coerenza delle scelte professionali. Non è autocompiacimento se il tuo corpo e le tue scelte diventano uno spazio di conversazione per chi non ha voce. Oggi essere attivisti nella moda significa smantellare i pregiudizi attraverso l'eccellenza e la visibilità, dimostrando che l'identità non è un limite, ma il motore del cambiamento.

Essere premiato in luoghi simbolici come il Vaticano o l’Università di Oxford significa entrare in dialogo con istituzioni storicamente lontane dai linguaggi contemporanei. Come hai vissuto quel riconoscimento e che tipo di messaggio pensi abbia rappresentato?

Ricevere premi in luoghi così carichi di storia e simbolismo è stato un momento di cortocircuito necessario. Rappresenta l'apertura di un dialogo tra mondi che spesso si ignorano. Ho vissuto quei riconoscimenti non come un traguardo personale, ma come la validazione di un messaggio: l'idea che il linguaggio contemporaneo e le identità fluide hanno il diritto di cittadinanza anche nelle istituzioni più conservatrici. È un dialogo che non cancella le differenze, le rende visibili. È il segnale che il cambiamento è in atto e che le nostre storie hanno finalmente un peso accademico e istituzionale.

Forbes ti ha eletto Uomo dell’Anno 2024 e diverse testate ti descrivono come una figura chiave del presente. Quanto senti il peso, o il privilegio, di rappresentare oggi un’idea di identità complessa, fluida e non semplificabile attraverso l’immagine pubblica?

Essere definito "nuovo volto dell’intrattenimento" da Forbes Italia porta con sé una responsabilità che non definirei "peso", ma piuttosto una missione di precisione. Il privilegio sta nel poter mostrare che l’identità non deve essere semplificata per essere compresa. Mi rifiuto di essere ridotto a un'etichetta; rappresentare un’idea complessa e fluida oggi significa difendere il diritto di ognuno di noi di essere molte cose contemporaneamente, senza dover chiedere scusa.

Sei una presenza costante alle Fashion Week internazionali e stai per tornare a Parigi, cuore simbolico del sistema moda. Oggi, seduto in prima fila, cosa osservi davvero: le collezioni o il futuro del sistema moda? E che direzione pensi stia prendendo? 

A Parigi non guardo solo i tagli dei tessuti o le palette cromatiche. Osservo come il sistema moda tenta di rispondere alle sfide sociali e climatiche, ma soprattutto osservo i vuoti: chi manca ancora in quelle stanze? La direzione che il sistema sta prendendo è un bivio tra la pura logica di mercato e una necessità di autenticità radicale. Guardo al futuro cercando di capire come la moda possa smettere di essere solo un’industria di sogni e diventare uno strumento di emancipazione reale.

Oltre al tuo lavoro personale, curi l’immagine e la strategia professionale di star internazionali, come nel caso recente di Katherine Kelly Lang. È un ruolo che ti sta portando verso nuove frontiere professionali? 

Lavorare sull'immagine di icone globali come Katherine Kelly Lang non è per me un semplice cambio di prospettiva, 

ma il consolidamento di un metodo. Significa applicare quella stessa cura strategica che ho usato nel mio percorso a realtà che hanno già una storia immensa, aiutandole a tradurre il proprio mito nei codici del presente. Sì, mi sta portando verso nuove frontiere: oggi il mio ruolo si sta evolvendo da creatore di contenuti a consulente d’identità e curatore d’immagine a 360 gradi. È la prova che quando hai una visione chiara, puoi influenzare non solo il tuo percorso, ma anche il modo in cui il mondo percepisce le icone che hanno fatto la storia della cultura pop.

Cover Photo: @Manuel Perugini

Potrebbe interessarti

Ines Trocchia: la bellezza italiana che ha conquistato Playboy USA

Dopo essere stata protagonista, nel 2017, sulla copertina di Playboy Portogallo, Ines Trocchia torna...

Lucilla Nori: la Miss Universe Italy 2025 racconta la moda come percorso di consapevolezza

Lucilla Nori è una modella romana, vincitrice di Miss Universe Italy 2025. Un traguardo conquistato ...

Arianna Triassi: la passione esplosiva partenopea che incontra la Tech-house

C'è un filo sottile, ma resistente, che collega il caos vibrante dei vicoli di Napoli all'ordine rit...

Lee Levi e il cinema: abitare storie, vivere verità

Si muove tra mondi diversi con un’intensità silenziosa, attraversando paesi, lingue e paesaggi emoti...

Il presepe secondo Marco Ferrigno: un ideale da tramandare alle nuove generazioni

Considerato uno dei più grandi maestri contemporanei dell'arte presepiale, Marco Ferrigno porta avan...

Becca Brazil si racconta a 360 gradi: dall'amore per l'Italia al successo artistico ed imprenditoria

Becca Brazil è una musicista e artista affermata, nonché una star dei social media e del mondo digit...

La città ti accoglie













Iscriviti alla newsletter e scopri in anteprima sagre, concerti, mostre e appuntamenti imperdibili vicino a te.

Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022


Direttore: Lorenzo Crea

Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri


Insight italia srl (concessionario esclusivo)


Powered by NDB Web Service Srl
Engineered by Bee Web Srl
in-italy.it

Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022


Direttore: Lorenzo Crea

Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri


Insight italia srl (concessionario esclusivo)


Powered by NDB Web Service Srl
Engineered by Bee Web Srl