Autore: Irene Pariota • 02/03/2026 19:37
Napoli, con la firma ufficiale della Targa d’Argento e la consegna delle bandiere, entra concretamente nell’anno che la consacra Capitale Europea dello Sport 2026, un riconoscimento che rappresenta un punto di arrivo per il percorso realizzato negli anni e un punto di partenza per il futuro, come ha voluto sottolineare il sindaco Gaetano Manfredi, presente – insieme all’assessore allo Sport e alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante – alla cerimonia ufficiale ospitata negli spazi monumentali del Real Albergo dei Poveri.
Due momenti chiave dunque hanno scandito la cerimonia inaugurale: la firma ufficiale della Targa d’Argento da parte del sindaco, e la consegna delle bandiere, che sancisce il nuovo ruolo di Napoli come capitale sportiva europea.
Il titolo, ricevuto ufficialmente lo scorso 11 dicembre a Bruxelles, si traduce ora in un programma permanente, pensato non come evento isolato ma come processo capace di generare effetti duraturi sul territorio.
Il ruolo centrale delle istituzioni e del CONI
Gran parte dell’organizzazione degli eventi sarà coordinata dal CONI, in sinergia con il Comune, le federazioni sportive e le associazioni locali. Una collaborazione che punta non solo alla gestione degli appuntamenti, ma anche al rafforzamento strutturale del sistema sportivo cittadino.
Tra le priorità figura il miglioramento delle infrastrutture e la valorizzazione degli impianti esistenti, con l’obiettivo di garantire continuità nell’utilizzo degli spazi e sostenere le organizzazioni sportive locali.
Questo approccio strutturale è fondamentale per trasformare il riconoscimento in un’opportunità concreta e duratura. L’obiettivo non è limitarsi a ospitare eventi, ma aumentare la base dei praticanti e favorire l’accesso allo sport come diritto e strumento di crescita sociale.

Cosa prevede il programma, tra eventi nazionali e internazionali
Si prevedono una serie di eventi di rilievo nazionale e internazionale, ne citiamo alcuni come il Giro d’Italia, la partita inaugurale degli Europei di pallavolo maschile che si terranno nell’iconica Piazza del Plebiscito, l’attesissima American’s Cup e numerose altre manifestazioni: dal ciclismo all’atletica, dal basket al nuoto, fino alle discipline paralimpiche.
Ma la visione dell’amministrazione non si limita ai grandi eventi. Il progetto si fonda su un principio preciso: rendere lo sport accessibile a tutti, portandolo nei quartieri, nelle scuole e nei luoghi della vita quotidiana.
«Sottolineiamo con forza l’importanza di uno sport diffuso», ha spiegato Manfredi, evidenziando come l’obiettivo sia trasformare Napoli in una città in cui la pratica sportiva diventi parte integrante della quotidianità, soprattutto per le nuove generazioni.
Il programma coinvolgerà ogni livello della comunità. Dalle scuole alle associazioni sportive, dalle municipalità alle federazioni, il calendario prevede oltre 150 iniziative distribuite su tutto il territorio urbano.

«Se Napoli è Capitale Europea dello Sport lo dobbiamo a tutte le realtà sportive della città», ha dichiarato l’assessora Ferrante, sottolineando il ruolo centrale delle associazioni e delle comunità locali.
Tra le iniziative più significative ci saranno i Giochi della Gioventù napoletani, dedicati ai giovani e pensati per promuovere la pratica sportiva come esperienza formativa e inclusiva. Accanto agli eventi competitivi, il programma includerà conferenze, seminari, attività scolastiche e giornate dedicate al benessere.
Format innovativi come la Notte Bianca dello Sport e lo Sport Kids Festival contribuiranno a coinvolgere cittadini di tutte le età, favorendo una partecipazione ampia e diffusa.

Sport come strumento educativo e di inclusione
Il riconoscimento di Capitale Europea dello Sport è la conferma di una visione che considera lo sport uno strumento di inclusione, educazione e sviluppo sociale.
Lo sport viene così interpretato non solo come competizione, ma come esperienza educativa, capace di trasmettere valori fondamentali come disciplina, rispetto e spirito di squadra.
Il titolo di Capitale Europea dello Sport 2026 rappresenta la sintesi di un percorso iniziato anni fa e sostenuto da una sinergia tra istituzioni e realtà sportive. Ma è anche l’inizio di una nuova fase.
Napoli si prepara così a vivere dodici mesi di sport, inclusione e partecipazione, con l’ambizione di consolidare il proprio ruolo sulla scena europea. «Non solo capitale dello sport competitivo, ma capitale dello sport della gente» – come ci ha tenuto a sottolineare il sindaco di Napoli –, capace di mettere al centro cittadini, giovani e comunità.
Si punta a costruire una città più attiva, inclusiva e consapevole del valore sociale dello sport.
foto copertina credits - Comune di Napoli
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
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