Autore: Giansalvo Pio Fortunato • 14/04/2026 13:29
Nella Milano piccola e medio borghese, a ridosso del Villaggio dei Giornalisti, sorgono delle abitazioni temporanee atte ad ospitare quei cittadini che avevano perso la loro casa durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La Milano che accoglie queste abitazioni è la città dinamica che ha cacciato via nazisti e fascisti. È la Milano coraggio, divenuta ormai simbolo della resistenza. Nel 1946, Mario Cavallè progetta 12 abitazioni, divenute simbolo della contemporaneità architettonica di Milano. Stiamo parlando delle case igloo.
Nel cuore del quartiere Maggiolina, tra le abitazioni con giardino di impiegati e piccoli imprenditori milanesi, Mario Cavallè, architetto che tanto darà all'urbanistica milanese, progetta dodici abitazioni di edilizia popolare sul modello avvenieristico statunitense.

Nascono così le case igloo, anche note come casa a zucca. Le abitazioni dovevano essere solo ed unicamente temporanee, volte cioè ad accogliere piccoli nuclei familiari che, durante la Resistenza, avevano perso la loro casa. La grande singolarità di queste costruzioni, tuttavia, le ha rese un simbolo della Milano che riparte e della Milano simbolo di uno sguardo alternativo internazionale.
Le case igloo sono, infatti, abitazioni di circa 45 metri quadri a pianta circolare. Si compongono di un angolo cottura, di un bagno, di una camera da letto, di un “seminterrato” e di un piccolo giardino. Un piccolo gioiello architettonico, quindi, che è diventato poi un vero e proprio simbolo urbanistico di Milano.

Attualmente le case igloo sono ancora abitazioni private. Tuttavia solo in otto sono ancora funzionanti ed abitate.Malgrado il progetto di Cavallè possa sembrare abbastanza ambizioso ed assai estroso, al tempo queste abitazioni riuscivano a coniugare stabilità architettonica ed equilibrio funzionale. Essendo, infatti, con una certa dinamicità nell'impianto strutturale, fornivano tutte le utenze necessarie alla vita provvisoria di piccole famiglie, occupando lo spazio strettamente necessario e dando anche un tocco di verde, necessario alla ristrutturazione ecologica della nuova Milano del Dopoguerra.
Negli anni Sessanta, furono diversi i pareri positivi al loro abbattimento. Tuttavia, un grande movimento civico, capeggiato anche da architetti del tempo, si è mosso per evitare l'abbattimento. Mozione divenuta poi realtà.
Attualmente, infatti, solo due abitazioni hanno mantenuto la struttura originaria. Tuttavia la forma iconica ed il suo concept architettonico sono rimasti praticamente immutati.

La più famosa delle ristrutturazioni è stata realizzata su commissione dei fratelli Michele ed Alberto Scala, entrambi dentisti di Melegnano. Affascinati, infatti, da queste singolari strutture, hanno acquistato una casa igloo in vendita da diverso tempo, riportandola al suo antico splendore. La ristrutturazione, che ha interessato anche docenti del Politecnico, ha enfatizzato internamente i tratti “artici”, con l'aggiunta di blocchi di ghiaccio piccoli e stalattiti.
Non sono naturalmente mancate le critiche: chi ha, infatti, disprezzato il bianco candido, ritenuto una “cafonata”; chi ha, soprattutto, mal retto la sostituzione del giardino con una colata di cemento.

Importante è anche il mercato immobiliare attorno alle case igloo. Nel 2024, si è segnalata la vendita di alcune abitazioni per una cifra superiore ai 400mila euro, dimostrando quanto la tendenza più che altro storico-architettonica e la fama di unicità di queste abitazioni influisce particolarmente su un interesse effettivamente architettonico quasi del tutto assente.
Mario Cavallè è noto soprattutto per le sue sperimentazioni nell’ambito dell’architettura alternativa e sostenibile, come le celebri case igloo, ma la sua attività progettuale è stata molto più ampia e articolata.
Oltre a queste strutture iconiche, Cavallè si è dedicato alla progettazione di abitazioni modulari e prefabbricate, pensate per essere economiche, facilmente trasportabili e adattabili a diversi contesti ambientali. Questi progetti nascevano dall’idea di rendere l’architettura accessibile a un pubblico più vasto, rispondendo anche a esigenze emergenziali, come alloggi temporanei in caso di calamità naturali o insediamenti rapidi in aree in via di sviluppo.

Un altro ambito importante del suo lavoro riguarda il design industriale. Cavallè ha progettato elementi d’arredo e oggetti funzionali caratterizzati da linee essenziali e da un uso innovativo dei materiali plastici e compositi, molto in voga negli anni del boom economico. Il suo approccio univa estetica e funzionalità, cercando sempre soluzioni leggere, resistenti e di facile produzione in serie.
Si è inoltre interessato alla progettazione di spazi urbani e strutture collettive, come padiglioni espositivi e installazioni temporanee. In questi progetti emergeva la sua attenzione per la flessibilità degli spazi e per l’interazione tra architettura e ambiente circostante. Le sue strutture erano spesso pensate per essere montate e smontate rapidamente, anticipando concetti oggi molto diffusi nell’architettura contemporanea.
Cavallè ha anche esplorato il tema dell’architettura ecologica, sperimentando soluzioni che riducessero l’impatto ambientale degli edifici. L’uso di forme geometriche efficienti, come la cupola, non era solo una scelta estetica ma anche funzionale, perché permetteva una migliore distribuzione delle forze e un risparmio energetico.
Another important area of his work concerns industrial design. Cavallè designed furniture elements and functional objects characterized by clean lines and an innovative use of plastic and composite materials, which were very popular during the years of the economic boom. His approach combined aesthetics and functionality, always seeking lightweight, durable solutions that were easy to mass-produce.
He was also interested in designing urban spaces and collective structures, such as exhibition pavilions and temporary installations. In these projects, his focus on spatial flexibility and on the interaction between architecture and the surrounding environment clearly emerged. His structures were often conceived to be assembled and dismantled quickly, anticipating concepts that are now widespread in contemporary architecture.
Cavallè also explored the theme of ecological architecture, experimenting with solutions aimed at reducing the environmental impact of buildings. The use of efficient geometric forms, such as the dome, was not only an aesthetic choice but also a functional one, as it allowed for better distribution of forces and improved energy efficiency.
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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