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Milano capitale del cibo: TuttoFood 2026 e la grande sfida dell'agroalimentare globale

Autore: Michele Spinelli11/05/2026 08:41

Nel 2007, quando Fiera Milano decise di fondare una manifestazione interamente dedicata al settore agroalimentare in chiave professionale e internazionale, in molti si interrogavano sulla capacità di quella scommessa di reggere nel tempo. Le fiere tradizionali attraversavano anni difficili, i budget aziendali si stringevano, e l'idea di costruire dal nulla un evento B2B specializzato in un mercato dominato da colossi come SIAL e Anuga poteva sembrare, almeno in superficie, poco prudente. Eppure TuttoFood, fin dalla sua prima edizione, dimostrò di avere una formula capace di intercettare qualcosa che gli altri appuntamenti non offrivano con la stessa precisione: la messa in contatto diretta tra produttori italiani e internazionali e acquirenti con reale potere d'acquisto, in un contesto pensato non come vetrina generica ma come piattaforma operativa di scambi commerciali concreti. Nei due anni successivi alla nascita, mentre i principali competitor registravano crescite contenute o addirittura contrazioni, TuttoFood segnava un progresso del 28%, dato che restituiva con chiarezza la qualità di una formula che avrebbe continuato a evolversi nelle edizioni successive.

La cadenza biennale, la vocazione internazionale esplicitamente perseguita fin dall'inizio, e l'attenzione alla filiera nel suo complesso, dalla produzione alla distribuzione, contribuirono a costruire un'identità precisa e riconoscibile. La percentuale di visitatori esteri, che nel 2009 si attestava al 25%, saliva al 30% nel 2011 e raggiungeva il 40% nel 2013, mentre il totale dei visitatori cresceva, nell'arco di sei anni dalla fondazione, del 132%. Erano numeri che parlavano da soli, e che facevano di TuttoFood non solo la più importante rassegna italiana del settore, ma uno degli appuntamenti di riferimento per l'intero comparto agroalimentare europeo.

Il 2025 e la svolta di Fiere di Parma

Il passaggio che ha ridisegnato TuttoFood nella forma che conosce oggi risale al 2025, quando Fiere di Parma ha assunto la guida della manifestazione, trasformando quella che era già una fiera solida e rispettata in qualcosa di più ambizioso: un hub globale per l'intera food community internazionale. Non si è trattato di un semplice cambio di gestione, ma di una riformulazione strategica profonda, accompagnata da due partnership di altissimo livello. La prima, con ICE-Agenzia, ha rafforzato la capacità di attrarre buyer qualificati da tutto il mondo, portando i programmi di incoming a un livello di efficienza e capillarità difficilmente replicabile. La seconda, con Koelnmesse, organizzatore di Anuga, ha aperto uno scenario inedito: le due manifestazioni si alterneranno su base annuale, creando un sistema di due hub europei complementari per il food & beverage globale, con Colonia e Milano che dividono equamente il calendario degli operatori internazionali.

I risultati dell'edizione 2025, la prima targata Fiere di Parma, hanno confermato che la scommessa era fondata. Novantacinquemila visitatori professionali da oltre 100 Paesi, 3.000 top buyer internazionali, 4.200 aziende espositrici da circa 70 Paesi, quasi il doppio rispetto alle edizioni precedenti gestite da Fiera Milano. Un balzo netto, che ha riposizionato TuttoFood tra i primi eventi fieristici del settore a livello mondiale e ha posto le basi per l'edizione 2026, attesa come conferma e ulteriore salto di qualità.

Dall'11 al 14 maggio: i numeri di un'edizione record

TuttoFood 2026 si svolge dall'11 al 14 maggio presso il quartiere fieristico di Rho Fiera Milano, distribuito su 10 padiglioni per 85.000 metri quadri netti completamente esauriti. I numeri dichiarati dagli organizzatori descrivono un'edizione che supera ogni precedente: circa 5.000 espositori, 4.000 top buyer confermati e oltre 100.000 visitatori professionali attesi da 80 Paesi. Rispetto all'edizione 2025, la superficie espositiva netta cresce del 15%, gli espositori aumentano del 20% e i buyer del 33%, una progressione che misura non solo il successo commerciale della fiera, ma la sua crescente centralità nell'agenda degli operatori internazionali. Il continente europeo rappresenta il 42% della presenza complessiva, mentre il restante 58% si distribuisce tra Nord America, Far East e Asean, America Latina, Middle East e il resto del mondo, con l'area MENA che registra per la prima volta la partecipazione di Egitto e Arabia Saudita.

Quattro giornate costruite attorno a circa 250 eventi tematici e alla presentazione di 1.500 prodotti, con un programma che attraversa i grandi temi del settore con una cadenza pensata per la massima utilità operativa. L'inaugurazione dell'11 maggio vede la presenza del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, dei presidenti di Fiera Milano e Fiere di Parma, dei governatori di Lombardia e Emilia-Romagna, del direttore generale di FoodDrinkEurope e del presidente di ICE-Agenzia, un parterre istituzionale che segnala quanto la manifestazione sia ormai considerata un evento di sistema e non semplicemente una fiera di settore.

Sostenibilita, innovazione e le nuove frontiere del cibo

Il programma dei contenuti di TuttoFood 2026 riflette le tensioni e le trasformazioni che attraversano l'industria alimentare globale in questo decennio, e lo fa con una struttura giornaliera che assegna a ciascun tema il tempo e lo spazio che merita. La seconda giornata è dedicata a sostenibilità, spreco alimentare, biologico, prodotti plant-based e Retail Media Economy; il 13 maggio porta in primo piano la logistica internazionale del fresco, i criteri ESG, il packaging sostenibile e le proteine alternative; la quarta e ultima giornata chiude con supply chain trasparenti, innovazione tecnologica negli allevamenti e data-driven marketing. Non si tratta di argomenti disposti per rispondere a una moda del momento, ma di nodi strutturali che il settore agroalimentare è chiamato ad affrontare con urgenza crescente, tanto sul piano produttivo quanto su quello commerciale e normativo.

Tra le novità più rilevanti dell'edizione, TuttoBio by Natexpo, nuova area speciale interamente dedicata al biologico certificato europeo e internazionale, risponde a un segmento in forte espansione che nelle ultime edizioni aveva trovato spazio limitato all'interno della fiera. Accanto a essa, la rinnovata area Tutto Fruit & Veg e la quinta edizione di Mixology Experience, dedicata al beverage nel fuoricasa con approfondimenti su aperitivo, vino, birra, caffè, prodotti no e low alcool e nuove forme di pairing. La presenza giapponese, con 90 buyer in rappresentanza delle principali aziende del paese, e quella spagnola, con oltre 27 espositori e quattro enti di promozione commerciale, restituisce il peso che i mercati internazionali riconoscono oggi a TuttoFood come punto di incontro imprescindibile per chi vuole fare business nel food su scala globale.

Il Food Manifesto: quando una fiera diventa una proposta al mondo

Tra tutte le novità che caratterizzano l'edizione 2026, il Food Manifesto è probabilmente quella che meglio racconta l'ambizione con cui Fiere di Parma intende posizionare TuttoFood nel panorama internazionale. Presentato in anteprima al Ministero dell'Agricoltura e ispirato al modello agroalimentare italiano, il Manifesto si propone come una carta dei valori del cibo del futuro: un documento di indirizzo per la comunità mondiale del food, orientato a guidare le filiere globali verso un sistema più sostenibile, inclusivo, sicuro e trasparente. Il cibo, secondo la visione che lo anima, non è semplice merce, ma bene primario per il benessere individuale e sociale, strumento culturale di dialogo universale, linguaggio capace di favorire commistione e inclusione tra popoli e tradizioni diverse. Realizzato con il supporto del Future Food Institute e delle principali organizzazioni internazionali del settore, il Manifesto verrà proposto alla firma di espositori, buyer, istituzioni e operatori presenti in fiera, nella convinzione che un evento della portata di TuttoFood sia il luogo naturale da cui lanciare un messaggio di questa natura.

L'iniziativa si inserisce in un contesto in cui il riconoscimento UNESCO della cucina italiana, avvenuto di recente, ha conferito al patrimonio gastronomico del paese una risonanza e una legittimità simbolica inedite, rafforzando la posizione dell'Italia come punto di riferimento culturale e produttivo nell'alimentazione mondiale. L'export agroalimentare italiano ha raggiunto nel 2025 i 72,5 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto all'anno precedente, con le traiettorie di crescita più dinamiche nei mercati asiatici emergenti come Corea del Sud, Vietnam e India. In questo scenario, TuttoFood non si limita a fotografare lo stato dell'industria, ma contribuisce attivamente a costruire le reti commerciali e culturali attraverso cui il Made in Italy alimentare continuerà a espandersi nel decennio che viene.

Un appuntamento che vale un anno di lavoro

Ci sono fiere che documentano un settore e fiere che lo costruiscono. TuttoFood 2026 appartiene con sempre maggiore evidenza alla seconda categoria: in sole due edizioni sotto la guida di Fiere di Parma, la manifestazione milanese ha raddoppiato le sue dimensioni, triplicato il numero di espositori esteri e trasformato quello che era un importante appuntamento nazionale in uno degli eventi fieristici agroalimentari di maggiore peso a livello mondiale. Non è un risultato casuale, ma il frutto di una strategia precisa che ha saputo valorizzare la posizione di Milano come capitale internazionale del business, la forza del modello agroalimentare italiano come riferimento globale, e la qualità delle partnership costruite con ICE-Agenzia e Koelnmesse come leve di internazionalizzazione reale. A tutto questo si aggiunge, in questa edizione, la consapevolezza che il cibo sia oggi un tema geopolitico, come testimonia la task force creata per garantire la presenza dei buyer provenienti da zone di conflitto, e che le fiere di settore siano, a tutti gli effetti, luoghi dove si costruisce anche la diplomazia commerciale del presente.

TuttoFood 2026 non è soltanto la più grande fiera agroalimentare del Sud Europa: è il luogo dove il cibo italiano incontra il mondo, e dove il mondo torna ogni anno per capire dove sta andando il cibo.

Rho Fiera Milano, dal 11 al 14 maggio 2026: quattro giorni in cui il futuro di quello che mangiamo prende forma, e in cui l'Italia ha ancora molto da dire.

Credits photos: tuttofood.it

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