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L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026: il piccolo grande “Multiverso” di una città

Autore: Redazione 11/02/2026 15:35

Dall’annuncio all’inizio della sfida nel cuore dell’Abruzzo

È il 14 marzo 2025 quando l’allora Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano proclama ufficialmente L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, scegliendo il progetto presentato dal comune tra quelli presentati da ben dieci città finaliste. Una giornata storica per la celebre città abruzzese che segna solo l’inizio di un percorso all’insegna della coesione e dello sviluppo sociale. Una prospettiva, quella del comune aquilano, sicuramente improntata verso un futuro gravido di creatività, nuove risorse da valorizzare e imprescindibile collaborazione comunitaria. Il tutto senza mai perder di vista, però, quell’enorme eredità storico-artistica de L’Aquila che, se da una parte configura il patrimonio culturale e identitario della città, dall’altra rappresenta il punto di partenza di quell’auspicata rigenerazione urbana che, d’altronde, si pone anche a fondamento del progetto. Non a caso, la giuria incaricata per la selezione, presieduta da Davide Maria Desario, ha definito a dir poco “eccellente” il dossier presentato dalla città – dal titolo “L’Aquila Città Multiverso” – in quanto modello di valorizzazione territoriale capace di connettere il patrimonio artistico, culturale e naturale con un progetto di crescita sostenibile, inclusiva e duratura.

Dal crollo alla salita: la ferita che diventa motore del cambiamento 

Il terremoto del 2009 sarà sempre una ferita aperta per la comunità aquilana. Al di là di ogni semplificazione retorica, è tuttavia evidente come eventi di tale portata possano costituire l’elemento propulsivo alla ricostruzione non solo di ciò che è andato perduto, ma soprattutto di ciò che può conferire nuova linfa vitale al territorio. Lo stesso dossier per cui il comune è riuscito a distinguersi tra 10 città, parte proprio da questo punto: L’Aquila 2026 nasce dall’idea che la Cultura possa trasformare una ferita in energia generativa, ricostruendo non solo edifici, ma relazioni umane, senso di appartenenza al territorio e visione condivisa del futuro

Fonte foto: sito ufficiale L’Aquila 2026

L’Aquila come “Città Multiverso”

È attorno al concetto di “Città Multiverso” che ruota il progetto presentato nell’apposito dossier dal comune aquilano. L’idea nasce da questa visione della città come una realtà complessa in una pluralità di dimensioni culturali e spaziale riesce a coesistere e dialogare, offrendo, così la possibilità di una piena rigenerazione urbana, poggiata sui pilastri della creatività e della collaborazione comunitaria. Come affermato sin dal principio, il progetto tenta di dare una risposta concreata a quattro capisaldi della Nuova Agenda Europea della Cultura: vale a dire coesione sociale, salute e benessere, creatività e innovazione e sostenibilità socio-ambientale. Particolarmente significativa in questo scenario di moltitudine di spazi fisici e culturali è la presenza di una comunità studentesca internazionale che contribuisce ad alimentare questo dialogo continuo tra tradizione locale e apertura globale. È sulla base di questo nuovo modo di concepire la città, ossia uno spazio fisico e sociale multidimensionale, che l’utilizzo di tecnologie digitali offre una possibilità del tutto innovativa, di penetrare all’interno della storia e delle tradizioni del comune attraverso tour virtuali, applicazioni, ricostruzioni tridimensionali in realtà immersiva che rappresentano in maniera eccelsa questo connubio tra tessuto urbano e dimensione virtuale. È attorno la valorizzazione di questa nuova natura multiversale della città, che si articolano d’altronde, i percorsi del programma de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Le iniziative volte a evidenziare le varie sfaccettature del territorio aquilano sono dedicate alla scoperta di linguaggi ibridi, al patrimonio culturale e all’arte digitale. Tutti elementi che testimoniano come il passato e la tradizione non fungano da ostacolo all’innovazione digitale, ma diventino i suoi maggiori alleati, all’insegna una fruizione persino aumentata della cultura aquilana.

I cinque filoni del programma

Il programma culturale de L’Aquila 2026 è un percorso all’avanguardia che si articola attorno a cinque filoni principali. Cinque “dimensioni” in grado di dar voce e concretezza all’idea di città multiverso. È bene chiarire, però, che queste cinque categorie non vanno interpretate come semplici nuclei concettuali. Si tratta piuttosto di cinque veri e propri campi di azione attraverso cui la cultura diventa strumento di relazione, innovazione e partecipazione, capace di agire sulla comunità civile e di avere un reale impatto non solo sulla quotidianità delle persone, ma anche sulla percezione stessa del territorio.

Multiculturalità – “Intrecci e Risonanze”

Questa prima dimensione si presenta come un viaggio sapori, suoni e tradizioni globali. Come è possibile intuire già dal titolo, parte fondamentale di questo specifico spazio è la presenta di studenti e ricercatori provenienti da tutto il mondo. Tra le principali attività vi sono laboratori di danza, una vera e propria fusione di ritmi e movimenti propri delle diverse culture; reading con autori internazionali in lingua originale e tradotta; spettacoli teatrali che vedono rappresentanti del settore proveniente dai più svariati paesi, condividere lo stesso palco. Un’iniziativa multietnica volta a incentivare il confronto dialettico e il riconoscimento reciproco. 

Multidisciplinarietà – “Risveglio dei Sensi”

Il secondo filone del programma si pone l’obiettivo, invece, di stimolare vista, udito e tatto, attraverso installazioni, performance ed esperienze immersive che prendono vita proprio dall’interazione di linguaggi artistici e campi del sapere differenti. La poesia degli slam è amplificata dall’ausilio di effetti visivi. I percorsi urbani si animano di sorprendenti interventi artistici e i laboratori creativi offrono pieno spazio alla contaminazione internazionale. 

Multitemporalità – “Nel fluire del tempo”

Questa terza dimensione offre l’imperdibile occasione di rivivere attraverso tecnologie di realtà aumentata i luoghi appartenenti al passato de L’Aquila, in un vero e proprio dialogo tra epoche diverse della propria storia. Particolare rilevanza è attribuita, quindi, al ruolo dei podcast narrativi, che accompagneranno i cittadini e visitatori nel corso delle loro passeggiate tra le stratificazioni urbane. Installazioni digitali interattive e ricostruzioni artistiche avranno il compito di restituire gli ambienti storici mentre laboratori dedicati alle abilità artigianali tradizionali trasmetteranno ancora una volta i saperi più antichi del patrimonio culturale aquilano. Un modo per tenere in vita lunghe tradizioni che, altrimenti, rischierebbero di andar perdute. Il tempo, così, cessa di essere percepito attraverso le categorie concettuali del presente e del passato, e diventa un flusso continuo di esperienze e consapevolezza della ricchezza del territorio.

Multiriproducibilità – “Ricreare insieme”

Partecipazione collettiva è la parola d’ordine di questo campo d’azione. Giovani cittadini, volontari, associazioni e istituzioni interagiscono e collaborano tra loro in percorsi di co-progettazione, hackathon culturali, e programmi di civic-engagement. Uno degli obiettivi principali, ad esempio è ripensare collettivamente spazi inutilizzati. L’utilizzo di piattaforme digitali, invece, costituisce un ottimo strumento volto alla simulazione di interventi urbani e alla condivisione di idee. Particolare importanza ricoprono anche i percorsi formativi, indispensabili alla larga diffusione di competenze di produzione culturale che, inevitabilmente, rafforzano anche la capacitò del territorio di generare progettualità autonome e replicabili.

Infine, la Multinaturalità – “In armonia con l’ambiente”. 

Uno dei quattro capisaldi della nuova Agenda Europea della Cultura – la sostenibilità – è alla base del penultimo filone. D’altronde l’adesione a uno stile di vita sostenibile non può prescindere da una nuova sensibilità ambientale, che questa dimensione tenta, dunque, di favorire. Centrale qui è, infatti, il rapporto tra cultura e paesaggio. Luoghi immersi nella natura, parchi, risorse ambientali diventano scenari di esperienze artistiche site-specific: eco- spettacoli, installazioni di land art, letture collettive all’aperto, concerti green. Immancabili poi attività di arte-terapia e laboratori artigianali ecosostenibili volti a valorizzare il genius loci aquilano. Un dialogo continuo tra arte e natura che trasforma la città in un vero e proprio museo naturale. 

Altopiano del Gran Sasso d’Italia

Fonte foto: sito ufficiale L’Aquila 2026

Le attività e gli appuntamenti

Con oltre 300 eventi in 300 giorni diversi la programmazione de L’Aquila Capitale della Cultura italiana 2026 offre un’esperienza variegata all’insegna della musica, del cinema, del teatro, delle arti visive e dei percorsi partecipativi. 

Tra le proposte più interessanti troviamo:

La Recovery Sound Art: si tratta di quattro cicli di incontri, con cadenza quindicinale, dedicati alla musica, all’interno di strutture sociosanitarie individuate come RSA e centri diurni. Oltre ad un spazio apposito dedicato alle esibizioni, tra cui un Ensemble, ci sarà anche un momento dedicato alla spiegazione delle diverse modalità di produzione del suono e delle peculiarità timbriche dei singoli strumenti, assieme ad un excursus sulla corrispettiva evoluzione storica e organologica.

Fonte foto: sito ufficiale L’Aquila 2026

Racconti per Ricominciare è, invece, un festival dedicato al «teatro diffuso e site – specific, itinerante ed ecosostenibile». Gli spettacoli sono messi in scena in diversi siti architettonici e sempre all’ora del tramonto. L’obiettivo, infatti, è quello di fare a meno dell’ausilio di apparecchiature elettroniche invasive. Una modalità di teatro, quindi, del tutto nuova e «replicabile in diversi tipi di contesti» che offre al contempo la possibilità di avvicinarsi al mondo della sostenibilità e riscoprire le meraviglie del territorio. 

Fonte foto: sito ufficiale L’Aquila 2026

L’Orchestra Jazz Che Vorrei L’Aquila – Note nel Multiverso” è un percorso musicale per l’anno scolastico 2025-26 volto all’inclusione sociale e alla formazione musicale dei giovani; A essere coinvolti nel progetto, infatti, sono le ragazze e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Comune dell’Aquila e dei comuni limitrofi. Metodologie di cooperative learning e peer tutoring, assieme alla collaborazione di professionisti del settore, stimoleranno la creatività degli studenti con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa. Sono previste, inoltre, le assegnazioni di 8 borse di studio destinati a «studenti ed ex studenti tra i più meritevoli del Conservatorio stesso».

Fonte foto: sito ufficiale L’Aquila 2026

Un progetto, una sfida: rompere i confini

Il progetto “Città Multiverso”, anche se nato dal tentativo di valorizzare a pieno il territorio e le risorse naturali e cooperative che offre il comune abruzzese, non vuole essere pensato solo per L’Aquila. Esso, piuttosto intende fornire un modello replicabile di sviluppo sostenibile e interculturale, che possa essere applicato anche ad altre città italiane ed europee con caratteristiche simili. “L’Aquila Capitale della Cultura 2026” non si riduce, dunque, alla semplice, seppur accurata, promozioni di eventi e iniziative artistiche. È qualcosa che va ben oltre: è la volontà di rafforzare un ecosistema culturale che prediliga l’inclusione, il benessere e la partecipazione attiva tanto dei cittadini, quanto degli ospiti di questo eccelso territorio.

Per ulteriori informazioni sui vari appuntamenti si consiglia di consultare il sito ufficiale del progetto: Home - L'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026


A cura di Clara Gifuni

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