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Il Vesuvio dentro: la provocazione di Carmelo Raiti all’arte concettuale

Autore: Clara Gifuni29/04/2026 08:08

 

Carmelo Raiti, noto pittore napoletano, torna sulla scena con la sua ultima mostra Il Vesuvio dentro, disponibile dal 29 aprile al 5 maggio presso il Salone delle colonne della Real Casa dell’Annunziata, in via Annunziata, 34 – Napoli.

La scelta di dedicare l’intera mostra al vulcano simbolo della napoletanità ha un significato ben preciso per Raiti. In una recente intervista il pittore ha spiegato che il Vesuvio non si limita a rappresentare la città partenopea, bensì la Campania nella sua interezza. Da qui l’idea che la rappresentazione del Vesuvio non debba passare attraverso quei pochi luoghi che rendono possibile l’accesso a una vista privilegiata.  Al contrario, le opere di Raiti superano questo limite rappresentando il Vesuvio in ogni scorcio del paesaggio napoletano. Affermare dunque che il Vesuvio è in ognuno di noi non è altro se non indice di quella esigenza di portare le proprie radici sempre con sé.

Credits photo: Carmelo Raiti

Nel profondo della mostra 

La mostra si compone di 21 quadri: 17 di dimensione 30 × 35 cm e 4 di 2m × 80 cm. In una di queste è chiaramente espressa la volontà di raccontare l’esoterismo di Napoli, attraverso la raffigurazione del Vesuvio e del corno. «l’esoterismo di Napoli è un connubio che viviamo tutti noi» –ha spiegato Raiti – «anche se a volte non ci si crede, la superstizione ci attrae, ci avvolge, quasi come se fosse una coreografia. Per cui questo grande corno adagiato sugli scogli si propone proprio di comunicare un senso di un'appartenenza».


Un’altra delle opere più emblematiche della mostra è quella raffigurante una margherita adagiata sulla spiaggia. Margherita, infatti, non è solo un fiore, è il nome di una persona, è la parola pronunciata tutti i giorni dai napoletani quando entrano in una pizzeria. È perfino il nome della regina a cui è stata dedicata la celebre pizza simbolo della napoletanità. La delicatezza di un fiore, dunque, e la maestosità di un vulcano millenario. Due elementi che sembrano rappresentare un contrasto evidente, eppure la magia di Raiti è raffigurarli più uniti che mai all’insegna della tradizione e dell’identità napoletana. 

La grande sfida lanciata da Raiti

Parola d’ordine della mostra è solo una: provocazione. Raiti ha spiegato che in un’epoca storica dominata dall’arte concettuale, sembra essere in disuso e poco attuale la riproduzione dei bei paesaggi. La sfida, dunque, è chiara: proporre allo spettatore una pittura semplice che non ha bisogno di sovrastrutture concettuali per essere compresa. Il Vesuvio dentro è l’abbandono della complessità, una pittura chiara, diretta, basata tutta sulla trasparenza delle acque. Uno stile che non indica solamente la capacità tecnica di Raiti, ma che al tempo stesso si fa racconto degli anni di studio ed esperienza del pittore.  Raiti infatti ha voluto ricordare l’importanza dell’apprendimento in bottega. Un’usanza andata ormai perduta, ma che il pittore continua a ricordare e tutelare con immenso orgoglio.  

 

L’uomo e l’artista: un connubio inscindibile

Carmelo Raiti nasce ad Augusta (SR) nel 1945. Affascinato dalla figura del caro nonno Davide Forte, pittore e docente dell'accademia di Belle Arti di Napoli, decide di intraprendere la stessa carriera trasferendosi a Napoli, dove frequenterà il liceo artistico. In quanto esponente del movimento contemporaneo esasperatismo, l’artista ha di recente anche concluso una collettiva a Bagnoli sul tema Bagnoli oltre l'acciaio. La pittura di Raiti, infatti, non si limita solo al tema del Vesuvio. Nell’ultima mostra, però, a dominare è stato il desiderio di provocazione, visibile, d’altronde, anche dalla tecnica utilizzata: olio e grossezza di colori, vale a dire il frutto maturo di una notevole esperienza, artistica quanto umana. Raiti, infatti, ha raccontato di essere stato ricoverato cinque anni fa all'Ospedale del Mare.  «Un periodo bruttissimo della mia vita che non auguro a nessuno» - ha dichiarato Raiti. «Ricordo che il momento più buio della giornata andava dalle cinque di pomeriggio fino alle sette/otto di sera. In quelle ore, infatti, non c'era nessuno nei corridoi e io giravo così, senza un motivo, leggendo i cartelli della sicurezza. Ecco, in quei momenti pensavo sempre: “ma perché non appendere dei quadri?”. Così, una volta dimesso iniziai nuovamente a dipingere». Raiti ha raccontato, infatti, che in seguito al suo ricovero non solo ha deciso di regalare un quadro al reparto di cardiologia, ma anche di donarne e sostituirne alcuni ogni mese. Ben 7 quadri di Carmelo Raiti sono quindi sempre esposti al reparto di cardiologia dell'Ospedale del Mare: un immenso piacere donato sia del personale medico e paramedico, sia ai pazienti, i quali si congratulano sia col personale che con l’artista, lieti di poter discutere sui quadri, intenti a comprendere quale messaggio si celi dietro l’opera. «Forse è questo ciò che mi dà più gratificazione» - ha commentato infine l’artista partenopeo.

 

Ulteriori dettagli

La mostra Il Vesuvio dentro di Carmelo Raiti sarà inaugurata mercoledì 29 aprile alle ore 17.00 presso il Salone delle colonne della Real Casa dell’Annunziata, in via Annunziata, 34 – Napoli e sarà disponibile fino al 5 maggio nei seguenti giorni e orari:

  • Lunedì dalle 13.00 alle 19.00
  • Dal Martedì alla Domenica dalle 10.00 alle 19.00

Nel corso dell’inaugurazione, inoltre, interverranno anche il consigliere regionale Salvatore Flocco, Irene Comelato – professoressa e critico d’arte, Carlo Polito di Flashart, il professor Fulvio Pastore e il Ref. Naz. Movimento Esasperatismo Paolo Napolitano.

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