Autore: Lorenzo Crea • 24/03/2026 17:50
Mentre vi scrivo si sono dimessi il Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, coinvolto in una incredibile vicenda che lo vede in affari con la figlia 18 enne di un imprenditore legato alla mafia romana e la Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia Bortolozzi che nella campagna elettorale referendaria ha definito i magistrati "plotone di esecuzione". Lo dico giusto a titolo informativo. Ma non voglio parlare di questo e nemmeno della vittoria del No al Referendum. E neanche delle inevitabili conseguenze politiche che questo voto già sta avendo.
Siamo un giornale che si occupa d'altro ma che non può fingere che ieri nulla sia successo. E c'è una cosa, bellissima, che è accaduta e che merita a mio avviso di essere sottolineata: la straordinaria partecipazione dei giovani a queste elezioni. Gli under 35 hanno affollato le urne con il 67% di affluenza (5 milioni e 600 mila secondo i dati di Youtrend grazie all'amico Salvatore Borghese che me li ha forniti ndr), oltre 8 punti in più della già abbondante media nazionale. Un dato incredibile e totalmente sottostimato alla vigilia.
Indipendentemente da come hanno votato (per la stragrande maggioranza NO) questo elemento smentisce tutte le teorie decadenti e ingenerose su questi ragazzi e ragazze. Si dice spesso che i giovani siano disinteressati alla politica, che non partecipano, che siano appassionati solo ai social e alle cose superficiali. Il voto di ieri dimostra che non è così.
Me ne sono accorto già con le grandi mobilitazioni sul cambiamento climatico e, soprattutto, con le enormi manifestazioni contro il genocidio a Gaza e per difendere la causa palestinese.
Anche allora c'era chi diceva che si trattava dei soliti cortei buoni solo per "marinare" la scuola e dei consueti pretesti per occupare i licei e le università. Un errore di lettura clamoroso. Perché mai come stavolta i giovani si sono organizzati e hanno fisicamente espresso la propria opinione andando alle urne come mai era successo prima d'ora.
E non lo hanno fatto sotto la spinta delle opposizioni e dei loro leader ancora troppo lontani dal rappresentarli, ma perché hanno trovato nella difesa della costituzione un elemento di unità e di stimolo verso la partecipazione democratica.
E male ha fatto il Governo a ostacolare, di fatto, i giovani studenti fuori sede che chiedevano semplicemente di poter esercitare il loro diritto al voto.
Questo ostracismo ha finito per indispettire i ragazzi che hanno risposto nelle urne andando a votare anche per chi non è riuscito a tornare in Italia anche per via dei costi assurdi che avrebbero dovuto sostenere.
Si dirà che non hanno capito nulla della Riforma, che non hanno studiato, che hanno espresso un banale voto di protesta.
D'altronde questa generazione è abituata ai giudizi sommari e sprezzanti che, sovente, li vengono rivolti.
La verità è che in Italia ci sono milioni di giovani e giovanissimi che hanno voglia di partecipare, di decidere, di contare qualcosa.
Di non essere solo numeri o follower. Una nuova generazione di cittadini assai più consapevoli e maturi di quello che si dice.
Una generazione che sarà, potete giurarci, decisiva anche alle prossime elezioni politiche. Chi riuscirà a parlare a loro e con loro e a coinvolgerli, avrà trovato la chiave per vincerle.
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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