Autore: Redazione • 07/04/2026 17:25
Camminare scalzi in natura è una pratica che riconnette il piede al terreno e modifica la percezione del cammino. Nato come movimento negli anni Sessanta, oggi il barefooting si pratica anche nei parchi, sui prati e lungo i sentieri alpini. Prima di togliere le scarpe definitivamente, è utile seguire alcuni passaggi per far sì che pelle e muscoli si adattino in sicurezza.
Le motivazioni sono diverse: miglioramento della propriocezione, rinforzo della muscolatura del piede, sollievo da disagi causati da calzature troppo rigide e, per molti, una sensazione più intensa di contatto con la natura. Non è però una soluzione universale: va praticato con attenzione e gradualità.
È normale sentire indolenzimenti muscolari o un leggero fastidio alla pianta del piede: sono segnali che il corpo si sta adattando. Se il dolore è acuto o persistente, interrompi e consulta un professionista. La pratica regolare e graduale riduce questi disturbi nel tempo.
Se non vuoi rinunciare alla protezione, esistono calzature minimal note come scarpe barefoot o minimaliste. Caratteristiche tipiche: suola molto sottile, basso drop (differenziale tallone-avampiede ridotto) e costruzione semplice che favorisce la percezione del terreno mantenendo una protezione contro tagli e abrasioni.
Camminare a piedi nudi è un modo diretto per riscoprire il paesaggio sotto i piedi e per allenare in modo naturale muscoli e sensibilità plantare. Con gradualità, attenzione al terreno e, se necessario, l’uso di calzature minimal, può diventare una pratica piacevole e sicura durante le uscite nella natura.
Localita: Italia
Coordinate: 41.87194, 12.56738
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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