Autore: Redazione • 28/09/2025 08:46
Quando una comitiva numerosa si siede al tavolo di un ristorante marchigiano, c’è un piatto che riesce a mettere tutti d’accordo: i maccheroncini al fumè. Ricchi, cremosi e irresistibili, sono diventati un simbolo della cucina popolare delle Marche e di parte del Centro Italia. Ma la loro storia non nasce da antiche tradizioni contadine: al contrario, ha un volto preciso, quello di Stefano Marzi, detto Maciste, il culturista-cuoco che nel 1978 inventò questa ricetta destinata a fare scuola.
La nascita del fumè
Nato ad Apiro nel 1948 e trasferitosi a Castelplanio, in provincia di Ancona, Marzi ha lavorato fin da giovanissimo nel mondo della ristorazione, tra Roma, Rimini e Firenze. Nel 1978 apre il suo snack bar con cucina e decide di sperimentare un piatto nuovo, capace di conquistare clienti e famiglie. Nascono così i maccheroncini al fumè: sedanini di grano duro avvolti da una crema corposa a base di pancetta affumicata, pomodoro, panna e formaggi filanti. La sua invenzione si lega indissolubilmente al nome d’arte Maciste, guadagnato grazie ai muscoli possenti e alla passione per il culturismo, che lo portò perfino a gareggiare per il titolo di Mister Universo.
Il segreto della ricetta
Alla base del fumè c’è un procedimento tanto semplice quanto ingegnoso. La pancetta affumicata viene rosolata in padella fino a diventare quasi croccante, quindi arricchita da un mix segreto di sette spezie ideato da Maciste: tra queste, peperoncino, noce moscata e coriandolo. A seguire, nella padella entrano il pomodoro e i tre formaggi che, sciogliendosi, creano il tipico effetto filante. A fine cottura arriva la panna fresca, che completa il condimento rendendolo vellutato. Il risultato è un’esplosione di gusto, un “eccesso gastronomico” che ha conquistato generazioni di clienti.
Dal ristorante al mito
Oggi, il locale di Marzi – diventato un vero e proprio risto-pub per famiglie e comitive – serve ogni giorno decine di porzioni di maccheroncini al fumè, che rappresentano oltre il 90% delle ordinazioni. Nel 2013 il comune di Castelplanio lo ha ufficialmente riconosciuto come l’inventore della ricetta, consacrando il legame tra territorio e piatto. Negli anni sono nate varianti come il fumè bianco, preparato senza pomodoro e aromatizzato con rucola e limone, o persino la pizza al fumè.
Photo credit – Primo Chef
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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