Autore: Redazione • 08/05/2026 05:15
Un percorso espositivo ospitato a Palazzo Donà delle Rose propone una riflessione sul rapporto tra arte contemporanea e identità: ventitré artisti provenienti da paesi diversi presentano opere che indagano appartenenza, memoria e scambio culturale. La mostra, curata da Koyo Kouoh, trasforma Venezia in una rete di connessioni internazionali, dove ogni opera è una voce nel dialogo globale.
Tra le installazioni che segnano il percorso si distingue l'opera dell'artista italo-albanese Alfred Mirashi, noto come MILOT. La sua installazione intitolata "Senza Chiave" dispone una serie di piatti su cui sono collocate chiavi deformate e colorate: oggetti quotidiani che perdono la loro funzione pratica per diventare simboli sospesi tra ricordo personale e significato collettivo. L'opera invita a pensare la casa, il passaggio e la perdita di confini netti tra identità.
La proposta espositiva si legge come una mappa di relazioni: ogni autore introduce una variazione sul tema della libertà, del confronto e della mobilità, e Venezia, città storicamente intrecciata a scambi culturali, offre lo scenario ideale per questo racconto corale che privilegia apertura e complessità.
In sintesi, questa tappa della Biennale invita il pubblico a considerare l'arte come soglia e passaggio: non tanto porte da aprire con una chiave materiale, ma percorsi che si attraversano con lo sguardo, il corpo e il pensiero.
Localita: Fondamente Nove, 5038, 30121 Venezia VE, Italia
Coordinate: 45.443925, 12.3390503
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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