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Bergamo Jazz Festival 2026: un marzo da non perdere tra Miles, Coltrane e mille sorprese

dal 18/03/2026al 26/03/2026

Autore: Andrea Chianese15/03/2026 18:02

C'è una città in Italia che ogni marzo si trasforma in una delle capitali mondiali del jazz. Non è Milano, non è Roma, ma Bergamo. E quest'anno, alla sua 47ª edizione, il Bergamo Jazz Festival promette di essere qualcosa di speciale. Dal 19 al 22 marzo 2026, sotto il bellissimo titolo "Setting The Pace", il festival celebra il centenario della nascita di due giganti assoluti: Miles Davis e John Coltrane. Due nomi che non hanno bisogno di presentazioni, due artisti che hanno letteralmente dettato il ritmo per decenni, e non solo al jazz. Portare questo omaggio a Bergamo, con la direzione artistica di Joe Lovano al terzo anno consecutivo, è già di per sé una garanzia.

Il cuore del festival: il Teatro Donizetti

Venerdì 20 marzo si inizia con il duo Dave Holland e Lionel Loueke, contrabbasso e chitarra in un dialogo raffinato che viene dal loro album United. A seguire, grande attesa per il ritorno dopo vent'anni di Steve Coleman con i suoi Five Elements: se non l'avete mai visto live, preparatevi a qualcosa che assomiglia più a un rituale che a un concerto. Sabato 21 è la serata dei sogni per i fan dell'improvvisazione. I Bad Plus in una formazione speciale con Chris Potter e Craig Taborn reinterpretano le composizioni di Keith Jarrett per l'American Quartet, e poi c'è Lakecia Benjamin, cinque nomination ai Grammy, con il suo nuovo album. Una serata da tutto esaurito.Il momento clou arriva domenica 22, quando Joe Lovano porta sul palco, imbracciando il suo sax tenore, una dream band costruita appositamente per l'omaggio a Davis e Coltrane. La formazione è da brividi: Avishai Cohen alla tromba, Shabaka Hutchings ai flauti, Jakob Bro alla chitarra, Joey Baron alla batteria e molti altri. È il tipo di evento che si racconta agli amici per anni.

Attesa per "Bergamo jazz 2026" - Teatrionline
Photo credits: Teatrionline

Città Alta e la magia degli spazi insoliti

Il bello di Bergamo Jazz è che non si esaurisce nei teatri principali. Il Teatro Sociale di Città Alta ospita giovedì 19 il trio di Franco D'Andrea e il quartetto della cilena Melissa Aldana, due modi completamente diversi di intendere il jazz, uno al tramonto di una carriera leggendaria, l'altra in piena esplosione. Domenica tocca a Simona Molinari con "La Donna è Mobile", uno spettacolo teatrale e musicale sulla figura femminile con una band tutta al femminile. Una presenza, quella delle donne musiciste, che attraversa l'intera programmazione con grande coerenza.

Jazz ovunque, anche dove non te lo aspetti

L'Aula Picta del Palazzo Vescovile (location inedita, da segnare) ospita i recital in solo dei pianisti Wayne Horvitz e Leo Genovese. L'Accademia Carrara vede la violinista Anaïs Drago suonare tra le opere d'arte. La Sala Piatti accoglie il duo intimo tra la voce di Norma Winstone e il piano di Kit Downes. E ancora l'Auditorium Istituto Palazzolo con i Jazz Passengers e la chitarrista norvegese Hedwig Mollestad. Per chi ha il budget più contenuto, o semplicemente ama scoprire nuovi talenti, c'è "Scintille di Jazz", la sezione curata da Tino Tracanna con concerti gratuiti nei locali della città. Ingresso libero, vibes garantite.

Steve Coleman (foto Dimitri Louis)
Photo credits: Dimitri Louis

Quando il jazz incontra le altre arti

Il festival non si limita alla musica. Proprio in questi giorni, in chiusura del Bergamo Film Meeting, la violinista Virginia Sutera accompagna dal vivo il film muto del 1918 Gräfin Küchenfee: uno di quegli eventi che capitano una volta ogni tanto e che vale la pena non perdere. Dal 18 al 22 marzo sarà visitabile la mostra "Avanzi di Balera", dedicata al pittore e musicista bergamasco Gianni Bergamelli, recentemente scomparso. Un omaggio sentito, che aggiunge una dimensione più intima e locale all'intera manifestazione. E per chi pensa che il jazz sia roba da adulti, c'è anche una bella iniziativa nelle scuole: "Incontriamo il Jazz" porta lezioni-concerto al Teatro Sociale il 16 e 17 marzo, avvicinando gli studenti all'improvvisazione e alla storia di questa musica. Nel weekend del 21 e 22, poi, le passeggiate storico-musicali dell'"Itinerario dell'acqua" portano il jazz tra i vicoli di Città Alta, in collaborazione con Uniacque. E se tutto questo non bastasse, segnate anche il 30 aprile: per l'International Jazz Day, l'Eleonora Strino Trio suona in Piazza Mascheroni, a ridosso delle Mura UNESCO. Un'appendice primaverile che prolunga idealmente lo spirito del festival ben oltre marzo.

Joe Lovano (foto Jimmy Katz)
Photo credits: Jimmy Katz

Come arrivare preparati

I biglietti sono in vendita da fine gennaio, quindi se non l'avete ancora fatto, affrettatevi a cercare gli ultimi posti disponibili. I biglietti sono disponibile cliccando su questo link.

Bergamo a marzo è fredda, sì. Ma con questo programma, difficilmente sentirete freddo: il jazz scalda tutti!

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