Autore: Redazione • 18/04/2026 11:40
La recente discussione sull'inclusione della coltura della vite e del vino nella lista del Patrimonio dell'Umanità solleva questioni concrete: come distinguere tra patrimonio immateriale e paesaggi vinicoli, come evitare esclusioni ingiustificate e quali criteri adottare per una certificazione credibile.
In Italia e in Europa esistono esempi già inseriti nelle liste UNESCO che collegano vino e territorio. Tra i casi italiani ricordiamo il Paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato e le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, mentre pratiche tradizionali come la vite ad alberello di Pantelleria sono classificate nel patrimonio immateriale.
Un riconoscimento esteso al vino potrebbe rafforzare la tutela dei paesaggi vitivinicoli italiani e promuovere politiche di gestione sostenibile del territorio. Tuttavia richiede strumenti di certificazione che non producano ambiguità: non tutte le vigne o le pratiche enologiche devono avere lo stesso trattamento, e occorre preservare la specificità locale.
Includere la coltura della vite nella lista UNESCO è un'idea con basi solide ma che richiede nuovi criteri di certificazione e una strategia capace di bilanciare tutela, rappresentatività geografica e specificità locale. Solo così si potrà garantire un riconoscimento efficace per i paesaggi e le pratiche vitivinicole italiane.
Localita: Viale del Lavoro, 8, 37135 Verona VR, Italia
Coordinate: 45.4175099, 10.979821
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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