Autore: Redazione • 29/04/2026 18:17
Una ricerca congiunta tra il Parco Archeologico di Pompei e l’Università degli Studi di Padova ha portato alla ricostruzione digitale del volto di una delle persone morte durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il procedimento sfrutta modelli 3D e algoritmi di intelligenza artificiale, combinati con dati osteologici e informazioni contestuali raccolte negli scavi.
I resti sono stati rinvenuti nell’area della necropoli di Porta Stabia, dove gli archeologi hanno anche recuperato oggetti personali che aiutano a ricostruire gli ultimi istanti prima della fuga dalla città.
Perché è rilevante: l’uso dell’intelligenza artificiale amplia le metodologie dell’archeologia digitale, facilitando l’analisi comparativa, l’archiviazione dei dati e la comunicazione al pubblico. Queste tecniche aiutano a restituire volti e storie individuali dietro reperti che altrimenti rimarrebbero anonimi.
Per aggiornamenti sui dettagli scientifici e sulle eventuali pubblicazioni legate al progetto, è consigliabile consultare i canali ufficiali del Parco Archeologico di Pompei e delle istituzioni coinvolte.
Dove: Località 80045 Pompei (NA), area della necropoli di Porta Stabia.
Localita: 80045 Pompei NA, Italia
Coordinate: 40.7479508, 14.4904025
Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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