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Cascate del Marmarico: l’acqua che vola nel silenzio della Locride | inItaly | True Italian Experience - inItaly
Calabria · Reggio Calabria

Cascate del Marmarico: l’acqua che vola nel silenzio della Locride

Di Redazione · 1 agosto 2025 · ≈ 2 min
Calabria · Reggio Calabria

Cascate del Marmarico: l’acqua che vola nel silenzio della Locride

Se pensi che le cascate fredde nascoste nei fitti boschi fiabeschi siano riservati al nord Europa, ti sbagli: nel cuore più selvaggio e autentico dell’entroterra reggino, nella Val…

Di Redazione · 1 agosto 2025 · ≈ 2 min
Cascate del Marmarico: l’acqua che vola nel silenzio della Locride

Di Redazione · 1 agosto 2025 · ≈ 2 min


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Se pensi che le cascate fredde nascoste nei fitti boschi fiabeschi siano riservati al nord Europa, ti sbagli: nel cuore più selvaggio e autentico dell’entroterra reggino, nella Valle dello Stilaro, a pochi chilometri dal borgo di Bivongi, l’acqua scende con un salto impressionante: ci troviamo nelle Cascate del Marmarico, le più alte della Calabria e tra le più imponenti del Mezzogiorno, con un dislivello di 114 metri. 

“Marmarico” in greco significa “che luccica”, ed è un richiamo perfetto allo spettacolo di luci che l’acqua crea cadendo in sottili fili argentati. Il nome è evocativo, e subito riflette l’anima silenziosa del luogo, interrotta solo dal rumore delle cascate che scendono, dove la pace e l’incontaminazione regnano. 

La cascata si raggiunge a piedi con un sentiero escursionistico di circa 2 ore tra andata e ritorno, partendo da Bivongi, in cui ci si può godere appieno il tutto. Nei mesi estivi, è disponibile una navetta fuoristrada per chi preferisce godersi il paesaggio senza stancarsi. Il percorso attraversa campi sconfinati e vecchi mulini abbandonati, coi ruscelli che sembrano fermare il tempo. Lungo il cammino, come in un documentario urbex, ci si può imbattere anche nei resti dell’antica ferrovia Decauville, costruita in passato per il trasporto del legname. 

Arrivati lì, non si rimane delusi, ma ammaliati anzi da una piscina naturale color smeraldo, continuamente alimentata dalla cascata. L’acqua è gelida, e i più coraggiosi fanno il bagno soprattutto d’estate, quando rinfrescarsi è piacevole. Una cattedrale nella natura, circondati da rocce e cascate spettacolari. 

E per chi è religioso (e non), a pochi chilometri, è bello anche visitare anche la Certosa di Serra San Bruno, uno dei monasteri più importanti del sud Italia. La cucina, povera ma sincera, con salumi locali, funghi e il tipico vino greco di Bianco è anch’essa degna d’attenzione. 

In auto, da Reggio Calabria o Catanzaro, si arriva a Bivongi percorrendo la SS110 o la SP9. Come detto, d’estate parte una navetta dal centro del borgo e accompagna fino al punto d’accesso alla cascata. A piedi, per chi ama le sfide, il sentiero parte dalla località “Guida” ed è ben segnalato.

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